MICROCOSMO E MACROCOSMO

MICROCOSMO e MACROCOSMO. - Il termine microcosmo, dal greco μικρός «piccolo» e κώσμος «mondo», fu usato per la prima volta da Democrito (H. Diels, *Vorsokratiker*, Berlino 1922, 55 B 34) e poi specialmente dagli stoici (Plutarco, *De stocorum repugnantibus*, 44), come definizione dell'uomo, in quanto in esso vi è la sintesi degli elementi naturali e l'immagine del tutto.

Per analogia inversa, già dai primi filosofi ionici (Anassimene, Eraclito, Empedocle) e poi da Platone con ampia allegoria (*Tim.*, 30-38), il mondo era stato concetto come un grande organismo animato, venendosi così a formare, benché in maniera meno netta, anche il termine opposto mega- o macro-cosmo (μέγας, μικρός «grande»). Per Aristotele (*De An.*, III, 8, 431 b 21) e poi per la scolastica (*Sum. Theol.*, 1a, q. 84, a. 2, ad 2), l'anima è in qualche modo l'universo, in quanto per la conoscenza sensitiva e intellettiva può assimilarsi tutte le cose. Attraverso Boezio (*De diffinitione*: PL 64, 907) il termine è entrato nella letteratura cristiana, che considera l'uomo (*parvus mundus*) non solo come immagine dell'universo sensibile, ma in qualche modo di tutto il creato, compresi gli angeli, e della stessa divinità. Il Rinascimento, con la rivalutazione parallela della natura e dell'uomo, riprende l'idea in senso naturalistico, e il concetto dell'uomo come specchio e quintessenza dell'universo si affaccia spesso nel Cusano (*De docta ignor.*, III, 31), Cardano, Campanella (*De sensu rer.*, I, 10), G. Bruno, ecc.

Nell'età moderna, pur non essendo abbandonato il concetto, la formulazione ha perduto importanza, mentre il termine di microcosmo viene a volte attribuito all'atomo descritto dal Bohr come un piccolo sistema planetario.

BIBL.: A. Meyer, *Wesen und Geschichte der Theorie vom Makroskopos und Mikroskopos*, Berna 1900; R. Eisler, *Wertbericht der philosophischen Begriffe*, II, 4a ed., Berlino 1929, pp. 145-147 (con bibl.).