MICROLOGUS DE ECCLESIASTICIS OBSERVATIONIBUS. - È una descrizione sobria ed accurata della liturgia della Messa e dell'anno liturgico che rifugge da un simbolismo esagerato ed inculca usi e ordini romani.
Opera molto diffusa nell'alto medioevo, segna una nuova ripresa nella letteratura liturgica dopo la decadenza seguita allo splendore carolingico. Ne è autore Beroldo di Costanza. Scritto poco dopo il Mille, fu stampato la prima volta a Parigi nel 1510. Da allora le edizioni si moltiplicarono; l'ultima è in PL 151, 973-1022. Per molto tempo se ne è ritenuto autore Ivo di Chartres (ca. il 1116), come indicano alcuni codici dei secc. XII e XIV; qualcuno invece lo ha attribuito a G. Belet (sec. XII), altri a Rabano Mauro (sec. IX). S. Bäumer, dopo un attento esame di 18 codici, è venuto alla conclusione di non poterlo attribuire che ad Ivo di Chartres. G. Morin, invece, stabilisce definitivamente che esso è opera non di un francese, ma di un tedesco, Beroldo di Costanza. Il dotto benedettino giunse alla sua affermazione dopo un accurato studio degli scrittori dell'epoca, quali Onorio d'Autun (De luminaribus Ecclesiae, IV, 113; PL 172, 231), l'anonimo di Melk, contemporaneo di Onorio (De scripto-
ribus ecclesiasticis : PL 148, 1058-1432) e di altri, nonché di un esame minuzioso del testo, e di altri scritti di Beroldo.