MINISTRI DEGLI INFERMI (CAMILLIANI, CAMILLINI, CROCIERI)

Image from page 630
Image from page 630

MINISTRI DEGLI INFERMI (CAMILLIANI, CAMILLINI, CROCIERI). - Chierici regolari fondati da S. Camillo de Lellis (v.) nel 1586. Vengono l'abito talare degli altri chierici regolari, dai quali si distingue un'area croce rossa di panno sul petto. Si consacrano, con quarto voto solenne, all'assistenza spirituale e corporale dei malati, anche se contagiosi. Esercitano tale apostolato nei pubblici ospedali e sanatori, nelle case private, nelle cliniche e ambulatori di loro proprietà, in ogni parte d'Europa, di America e in terra di missione, con particolare attenzione ai lebbrosi.

La storia dei M. degli i., in Italia specialmente, coincide, tra i secc. XVII-XIX, con quella delle epidemie

di peste, colera, vaiolo e con le guerre che hanno frustato la Penisola. Nelle epidemie, specie del 1630 e 1656, i M. degli i. per poco non rimasero estinti, tanto grande fu il numero delle vittime. Così nel sec. XIX con l'assistenza ai colerosi. In guerra, a cominciare dalla spedizione dell'esercito pontificio in Ungheria contro i Turchi nel 1595, i M. degli i., allenati dallo stesso fondatore, organizzarono i primi soccorsi ai feriti sui campi di battaglia e nelle immediate retrovie. Anche più laboriosa fu la loro diuturna opera di apostolato negli ospedali civili e in case private, sia per l'assistenza spirituale che corporale, ispirata alla più illuminata carità.

I M. degli i., nei tre secoli e mezzo di vita, hanno avuto uno sviluppo sempre modesto. Per tutto il primo secolo (1586-1685) e fin oltre la metà del secondo (1760 ca.) l'Ordine si è mantenuto costantemente su una media di cinquecento professi, nonostante le frequenti decimazioni della peste. Dalla Rivoluzione Francese, e conseguenti soppressioni religiose nei vari Stati, il loro numero è andato via via riducendosi, fino a duecento professi, per riprendere rapidamente alla fine del secolo scorso e raggiungere (nel 1949) i mille e trenta professi, oltre i settecento e più aspiranti e novizi, con 90 case e 125 residenze.

Anche le opere dei M. degli i. si sono moltiplicate, con l'assistenza spirituale in 146 ospedali civili, sanatori, lebbrosari, preventori, e in 47 cliniche, sanatori e ospedali propri. I malati da loro assistiti, nel 1949, sono stati 800 mila. Nella pratica fedele e generosa della carità un buon numero di M. degli i. ha raggiunto la vetta della santità. Benché fin qui non abbia ottenuto l'onore degli altari che il fondatore, altri non pochi se ne sono resi meritevoli, la causa di beatificazione dei quali è in corso. Sono inoltre più di trecento i M. degli i. che con eroica carità hanno immolata la propria vita assistendo i malati di peste, colera, vaiolo, e i feriti sui campi di battaglia. Nel campo assistenziale i M. degli i. portano un notevole contributo per la cura degli appestati, dei colerosi e dei lebbrosi, in base a proprie esperienze: in campo sociale con l'organico sviluppo di opere igienico-sanitarie per le differenti classi di infermi in cliniche chirurgiche, mediche, colonie marine, preventori e ambulatori; infine nel campo morale-spirituale con le associazioni e organizzazioni assistenziali infermieristiche, professionali, culturali e religioso-ascetiche. Hanno di conseguenza una ricca letteratura, antica e moderna, sui problemi tecnici, religiosi e morali dell'assistenza al malato; una stampa periodica, nelle diverse lingue, per la cultura, la formazione tecnica-morale-religiosa delle infermiere, e per il conforto dei malati.

Article illustration

(da rOrdre des Pères Camilliens, Lions 1631) Ministri degli infermi - Un Ministro degli infermi celebre la S. Messa al capezzale di un malato. Privilegio concesso da Pio X. differenti classi di infermi in cliniche chirurgiche, mediche, colonie marine, preventori e ambulatori; infine nel campo moral

differenti classi di infermi in cliniche chirurgiche, mediche, colonie marine, preventori e ambulatori; infine nel campo morale-spirituale con le associazioni e organizzazioni assistenziali infermieristiche, professionali, culturali e religioso-ascetiche. Hanno di conseguenza una ricca letteratura, antica e moderna, sui problemi tecnici, religiosi e morali dell'assistenza al malato; una stampa periodica, nelle diverse lingue, per la cultura, la formazione tecnica-morale-religiosa delle infermiere, e per il conforto dei malati.

In ciascun ramo e nelle singole attività i M. degli i. hanno avuto religiosi di chiara fama e sono all'avanguardia nella soluzione dei problemi assistenziali e caritativi.

BIBL.: M. Vanti, Storia dei M. degli i., 2 voll., il 1 a puntate in Domenicani, bollettino storico dell'Ordine, negli anni 1937-42, 11 a Roma nel 1943-44. Cf. inoltre M. Endrizzi, Bibliografia casimilliana, Verona 1910; Domesticum: Bollettino storico casimilliano, Verona-Roma 1900-50. Mario Vanti