
digliano di Napoli, per un intenso ministero apostolico e per l'educazione della gioventù. Attività precipua è l'esercizio delle missioni al popolo specialmente delle borgate e delle campagne, senza però escludere o considerare come secondario il ministero della missioni tra gli infedeli. La S. Sede la approvò il 7 ag. 1846, confermando il supremo atto con breve del 15 sett. dello stesso anno.
Nel suo primo ventennio l'Istituto prosperò rigogliosamente e furono aperti numerosi collegi nelle diocesi di Napoli, Avellino, Sora, Aquino e Pontecchio, Bari, Gaeta, Campobasso, Roma, Conza e Cerignola. La soppressione degli Ordini religiosi decretata dal governo italiano ne troncò ogni attività, lasciando la sola casa di Roma, nella quale l'opera dell'Errico sopravvisse fino al giorno in cui si poté veramente iniziare la rinascita. Ciò avvenne nel 1894 con la riapertura del noviziato, dopo essere stata riscattata parte della Casa Madre di Secondigliano.
Nel 1912 i primi missionari perentrarono in Argentina ed ora si contano case in Buenos Aires, Rosario, S. F. e nella capitale dell'Uruguay. Nel 1948 una grande scuola apostolica fu inaugurata a Secondigliano e contemporaneamente si aprì il noviziato in Juan Ortiz per le vocazioni dell'America latina. Attualmente, la Congregazione conta un centinaio di soggetti, in 8 case.
Bnt.: Cronistoria dell'Istituto ed Elenco biografico dei Congregati (manoscritti nella Casa Madre): M. Sodano, Brevi cenni sul ven. G. Errico, Napoli 1886; P. Di Nocera, Lettere edificanti e Regole di spirito del ven. G. Errico, 1898; V. Pennino, Biografia e lettere del ven. G. Errico, 1908; F. Grampone, Ven. G. Errico, Torino 1931.