MONTALCINO, diocesi di. - Città in provincia di Siena, capoluogo di diocesi, con territorio, parte in provincia di Siena e parte in quella di Grosseto. Confina con le diocesi di Siena, Pienza e Chiusi, Sovana e Pitigliano e Grosseto.
Ha una superficie di 800 kmq., con una popolazione di 40.000 ab. dei quali 39.980 cattolici. Conta 35 parrocchie servite da 41 sacerdoti diocesani e 4 regolari, 1 comunità religiosa maschile e 12 femminili (Ann. Pont., 1951, p. 275).
Prima che Pio II istituisse la diocesi di M. il territorio di questa era fin da tempi antichissimi spartito
tra le diocesi di Grosseto, Chiusi ed Arezzo. Tuttavia fin dal sec. XI i pontefici avevano concesso agli abati del monastero di S. Antimo, a otto chilometri da M., una giurisdizione quasi vescovile sulle chiese di M. e dintorni. Infatti la pieve del S.mo Salvatore, poi eretta in cattedrale, venne da Pio II qualificata fra quelle nullius dioecesis. La medesima giurisdizione esercitavano sui paesi dell'Amiata gli abati di Abbadia S. Salvatore.
M., insieme a Corsignano sua patria, da lui riodificata con il nome di Pienza, fu elevata a diocesi da Pio II con bolla del 15 febbr. 1462, data dai Bagni di Petriolo presso Siena, dove il Papa cercava ristoro alla malferma salute. Il Pontefice umanista amava questo colle, dove nella sua gioventù aveva più volte soggiornato, ospite dei Frati di s. Francesco, e dove contava qualche dotto amico, come Bernardo Lapini, commentatore del Petrarca. Nei suoi Commentarii chiama M. amplum et nobile appidum. Un solo vescovo governò in origine le due diocesi di Pienza e di M.; in seguito furono separate, poi di nuovo riunite, poi di nuovo, e definitivamente, separate nel 1600.
Primo vescovo delle due diocesi unite fu Giovanni Cinughi, trasferito da Chiusi; primo della diocesi montalcinese, separata nel 1600, fu Camillo Borghese, poi arcivescovo di Siena. La diocesi tuttavia, così da sola, risultava piuttosto piccola, e perciò nel 1772 le furono assegnate dal papa Clemente XIV altre 14 parrocchie, quelle cioè che la diocesi di Grosseto aveva al di qua del fiume Ombrone. Il numero delle parrocchie salì in tal modo a 35, qual'è attualmente.
Tra i 29 vescovi che hanno seduto sulla cattedra di M. meritano di essere specialmente ricordati Agostino Patrizi Piccolomini, il papa Pio III, che da cardinale ne fu amministratore apostolico, Antonio Bichi, poi cardinale, Fabio De Vecchi, al quale si deve l'ingrandimento dell'episcopio e il Palazzo campestre di Castelnuovo dell'Abbate, Giuseppe-Maria Borgognini e Bernardino Ciani, dotti canonisti, Giuseppe Pecci, che nel 1788 istituì il Seminario, Paolo Bertolozzi, letterato e filosofo rosminiano, e Donnino Donnini, che passò alla sede di Arezzo. - Vedi tav. XCI.