MONTANO, LUCIO e Compagni, santi, martiri. - Nel Martirologio geronimiano e nel Calendario

di Cartagine sono ricordati il 23 maggio; mentre nel Martirologio romano C. Baronio li inserì al 24 febbr., forse, pensa H. Delehave, ingannato dal latercolo geronimiano. Il loro martirio avvenne in Cartagine, durante la persecuzione di Valeriano, probabilmente nell'estate del 259 e del 260.
La Passio (BHL, 6009) che riflette lo stile di s. Cipriano e fu certamente redatta da un testimonio oculare poco dopo la morte dei martiri, fa ripetutamente cenno della morte di s. Cipriano (4 sett. 258) come pure da un passo (cap. 23) risulta che non era stato eletto ancora il successore di lui, così che la morte dei martiri va posta tra la morte di s. Cipriano e l'elezione del suo successore Luciano. La struttura della Passio è sulla falsariga di quella delle ss. Perpetua e Felicita (v.), che sovrappone un notevole sviluppo di forma al semplice schema di protocollo e include i racconti delle visioni avute dai martiri durante la prigionia.
Si può dividere in due parti: una lettera dei martiri alle comunità dei fratelli nella fede (cap. 1-11); la narrazione del compilatore che completa le notizie della lettera ed espone le circostanze del martirio (cap. 12-23). In questa seconda parte domina la figura del martire Flaviano che, sebbene non appaia nel titolo dei manoscritti della Passio, rimane uno dei personaggi principali.
Della Passio, pubblicata assai per tempo e ripetutamente, ha dato, nel 1908, l'edizione critica P. Franchi de' Cavalieri (Gli Atti dei ss. M., L. e compagni, Roma 1908 [suppl. 8 della Röm. Quartalschrift]) che in ampia introduzione ha largamente discusso le questioni letterarie e archeologiche che il testo può offrire. La Passio dà i nomi dei martiri, cioè M., L., Flaviano,
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Giuliano, Vittorico, Primolo, Reno e Donaziano. Questo ultimo e Primolo morirono mentre erano ancora in carcere.