MONTPELLIER, DIOCESI di. - Città e diocesi, sede di prefettura del dipartimento dell'Herault, sul fiume Lez, antica capitale della Linguadoca.
La diocesi ha la stessa estensione del dipartimento dell'Herault e una popolazione di oltre 500.000 ab., dei quali 450.000 cattolici; è divisa in 3 arcidiaconati, comprendenti 5 arciprete, le quali si dividono in 283 parrocchie e 131 annessi. Si contano 350 sacerdoti diocesani e 112 regolari; grande e piccolo seminario, 19 comunità religiose maschili e 80 femminili.
È il Mons Pesulanus del medioevo, dapprima semplice villaggio che allo scorcio del sec. X era soggetto ai conti Guglielmi; distrutta Maguelonne da Carlo Martello, gli abitanti si rifugiarono a M. Venne scomunicata da Innocenzo II perché si era ribellata a Guglielmo VI. Nel 1141 ottenne una carta di franchigia. Passata a re Pietro d'Aragona nel 1204, ebbe una grande autonomia e iniziò un grande sviluppo commerciale. I suoi mercanti costituirono una «società» e comunitaria mercatòrum in Francia, ottenuti con a capo un «capitanus et consul»; essi, con il loro commercio, penetrarono nella Spagna, nel Marocco e giunsero fino in Siria. A M. fu tenuto un Sidon, nel 1215, nella chiesa di S. Maria, presieduto dal card. Pietro di Benevento, legato di Innocenzo III, per

estirpare l'eresia albigese (Hefele-Leclercq, V, it, pp. 12981302), un altro il 25 ag. 1224, presieduto da Arnoldo arcivescovo di Narbona, su incarico di Onorio III per iniziare trattative con
estirpare l'eresia albigese (Hefele-Leclercq, V, II, pp. 1298-1302), un altro il 25 ag. 1224, presieduto da Arnoldo arcivescovo di Narbona, su incarico di Onorio III per iniziare trattative con il conte Raimondo di Tolosa (id., ibid., p. 1441). L'Ordine ospitaliero de St. Esprit, che nel XIII sec. si difuse in Francia, Italia, Germania, Polonia, nella Penisola Iberica, nella Scandinavia, ecc. ebbe la sua prima origine a M.: la sua regola definitiva fu promulgata nel 1213 (P. Brune, L'Ordre hospitalier du St-Esprit, Parigi 1892, pp. 200-201). Nel 1349 M. passò alle dipendenze della Francia; ma allora il decadimento incominciò e continuò fino al 27 marzo 1536, quando il papa Paolo III vi trasferì la sede della diocesi fino allora situata a Maguelonne.
La chiesa vi era stata fondata da Urbano V nel 1364, sul posto d'una antica cappella del monastero benedettino di St-Germain. La navata centrale è del sec. XIV; il coro, opera di Revoil, è del sec. XIX. L'atrio presenta 4 torri del sec. XV disposte in quadrato. L'edificio abbaziale di St-Germain fu trasformato nel 1536 in episcopio ed ora vi risiede l'Ecole de médecine. Primo vescovo di M. fu mons. G. Pellicier (1536-68) allora nella sede di Maguelonne; la chiesa del monastero dei SS. Germano e Benedetto, dipendente dal monastero di S. Vittore, fu elevata a dignità di cattedrale. Poi si ebbero mons. P. Fenouillet (1608-52), F. Bosquet (1657-76), Fournier (1806-34), il card. Rovérié de Cabrières (1911-21). Gli Ugonotti distrussero chiese e monumenti di M., vi si fondò una parvenza di repubblica che cadde nel 1622 dopo l'assedio di Luigi XIII.
Tradizionale per M. la venerazione alla B. Vergine, fin da quando, nel sec. XI, i pellegrini che si recavano a S. Giacomo di Compostella si fermavano ad una chiesa dove i mercanti e i cambiavalute ponevano le loro tables onde il nome di Notre-Dame-des-Tables (eretta in parrocchia nel 1216 dal vescovo Guillaume d'Antignac). I rappresentanti del Comune, all'inizio della loro carica, andavano a giurare che si sarebbero adoperati per il mantenimento della fede cattolica; in piena crisi albigese, sul blasone comunale, fu posta l'immagine della Madonna con il Bambino e la scritta: «Virgo mater Natum ora, ut juvet nos omni hora». Tra i santuari si ricordano: Notre-Dame-de-l'Ermitage a St-Guillelm du Désert (sec. XIV), Notre-Dame de Grâce a Gignac, Notre-Dame de Grau presso Agde, Notre-Dame-de-Mougeres a Mougeres; Notre-Dame-de-Montaigne a Ceyras, Notre-Dame-de-Roubignac, Notre-Dame-du-Suc a Brissac, Notre-Dame-de-Trédos, Notre-Dame-des-Tables a M.
Fin dal sec. XI fiorì in M. una scuola di medicina, alla quale si aggiunse nel 1160 quella di diritto; nel 1220 vi si fondò l'Università con uno statuto approvato dal papa Onorio III, riorganizzata poi da Niccolò IV nel 1289. Oggi l'Università ha tutte le Facoltà. Quella di medicina ha sede nell'antico episcopio, già abbazia di St-Germain. Nel Museo di M. si conservano due sarcofagi cristiani. L'uno proveniente da Bagnoles (Vilpert, Sarcofagi, pp. 111, 134-35, tav. 99, 5), l'altro è un falso (id., Restauro di sculture cristiane antiche e antichità moderne, in Riv. di arch. crist., 4 [1927], p. 101, fig. 34). Il Museo Fabre (1825) arricchito dalle donazioni (Fabre, Valdeau, Bruyas), contiene pitture delle scuole francesi italiane, fiamminghe, spagnole. L'a'Académie des sciences et lettres de M. fu istituita nel 1706. Con la sua riforma nel 1847 iniziò i suoi Mémoires fino al 1908; dal 1909 un Bulletin mensuel, come la «Société archéologique», fondata nel 1833; centri notevoli di cultura sono anche la «Société d'histoire naturelle» (1866) e la «Société languedocienne» (1875), tutte con ricche biblioteche. L'Archivio è nella Tour des Pins (sec. XII-XIV). Nella Biblioteca della città si conservano preziosi manoscritti, quali il Liber evangeliorum (ms. n. 3) contenente la versione di s. Girolamo, appartenuto prima al monastero di Gellona e anteriore al IX sec. Nella Biblioteca dell'Ecole de médecine si hanno, tra gli altri, un Breviarium Alaricianum del sec. VIII (ms. n. 84); il ms. n. 141, in parte palinsesto, del sec. VIII-IX; il ms. n. 153 del sec. IX; Evangelia cum canonibus del sec. IX già dell'abbazia di St-Loup a Troyes; un Antifonario del sec. X-XI; un Salterio latino del sec. VIII (n. 409) già a St-Germain d'Auxerre. Per i manoscritti liturgici di M., V. Leclercq, s. V. in DACL, XI, II, coll. 2693-2700.
Nel 1877 Pio IX autorizzò con un breve il vescovo di M. a ritenere i titoli delle quattro diocesi soppresse da Agde, Béziers (v.), Lodève e St-Pons. Ma in primo luogo occorre ricordare la sede primitiva di Maguelonne. I vescovi di Maguelonne sono noti dal 589 in cui Boezio fu presente ai Concili di Toledo e di Narbonne; Genesio, a quelli di Toledo del 597 e 633; Vincenzo, pure a Toledo nel 683; Augemiro è noto da un diploma dell'819; Ludovico il Pio; Stabile, che visse nell'827; Abbo intervento ai Concili di Troyes nell'878 e a Port nell'897 (L. Duchesne, *Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule*, I, 2a ed., Parigi 1907, pp. 318-19). I musulmani crearono a Maguelonne il porto saraceno. Carlo Martello la ripresero la distrusse (737). La sede vescovile fu traslata a Sub-stantion dall'altra parte dello stagno; la chiesa si riebbe a Maguelonne al tempo del vescovo Arnaldo I (1030-60); egli ridefìcò la Cattedrale che fu dedicata nel 1054 e costruì una cinta fortificata. Il vescovo Gualtiero (1104-29) costruì le tre absidi e la torre del S. Sepolcro, come attesta la cronaca contemporanea; il vescovo Raimondo terminò anche la torre di S. Maria e quella detta della Cuisine (1129-58). La Cattedrale però dovette essere demolita e ricostruita in gran parte dal vescovo Giovanni De Montlaura (1158-1190). Maguelonne fu visitata dai papi Urbano II (1088-1099), Gelasio II (1118-19), Callisto II (1119-24), Alessandro III (1159-81); fino dal 1085 essa era divenuta un feudo pontificio. I vescovi di Maguelonne contemporanei di Innocenzo III furono Guglielmo de Fleix e Guglielmo d'Antigine. La fortificazione anteriore al 1173 incluse, oltre la Cattedrale e suoi annessi, le chiese di S. Agostino e di S. Pancrazio. Tra i 54 vescovi, va ricordato il b. Luigi Aleman (1418-23) poi vescovo di Arles. Al momento della traslazione a M. era vescovo mons. G. Pellicier (1527-68).
Il portale della Cattedrale è sormontato da un blocco, già miliario romano, con decorazione e un'epigrafe di Bernardo di Treviers con la data del 1178; nel timpano, che è posteriore, Gesù Cristo in maestà con i simboli degli Evangelisti; nei piedritti gli apostoli Pietro e Paolo (sec. XII). L'interno è una sola navata. Nel corso si apre un'abside semicircolare, all'esterno pentagonale. Tra-sferita la sede a M., la cattedrale di Maguelonne fu danneggiata dal Richelieu e poi trasformata in magazzino; solo nel 1875 fu restaurata e resa al culto da F. Fabrège.
Di Agde il primo vescovo noto è Sofronio nel 506 (L. Duchesne, *Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule*, I, 2a ed., Parigi 1907, pp. 317-18); in quell'anno si riunirono in Agde 34 vescovi della Gallia visigota. Soppressa dalla Rivoluzione Francese nel 1790, l'ultimo suo vescovo, mons. Ch. Fr. de Vermandois de Saint-Simon de Rouvroy de Sandicourt (1759-94), fu ucciso sotto la ghigliottina nel 1794. Lodève risulta sede vescovile fin dal 421 (L. Duchesne, op. cit., pp. 313-14). Il vescovo s. Fularano nel 975 fondò e dedicò la cattedrale di S. Genesio. Tra i suoi vescovi si ricordano il card. Guglielmo di Estouteville (1450-53), i due fratelli G. (1489-1516) e D. Brionnet (1516-20). Vi fiorirono l'abbazia di S. Andrea, fondata nel sec. V dal monaco Siro Severo presso l'antica cattedrale di S. Andrea e l'abbazia di S. Severo la cui chiesa in origine (sec. IX) fu dedicata a S. Martino e unita nel 1158 da Adriano IV alla mensa capitolare di S. Stefano.
La città di St-Pons-des-Thomières fu fondata nel 936 dal conte Raimondo di Tolosa. La diocesi fu creata da Giovanni XXII e soppressa alla fine del sec. XVIII. Patrono della diocesi fu s. Pons (Pontius) di Cimiez.
Tra le abbazie, oltre l'abbazia benedettina di Val-magne, fondata nel 1138 dal visconte di Béziers, Raimondo di Frencavel (Cottineau, II, col. 3288), hanno speciale importanza: l'abbazia di St-Guillelme-le-Désert nella valle di Gellona, fondata nell'804 da s. Guglielmo duca di Aquitania m. nell'812; la chiesa abbaziale dedicata al Redentore e alla Madonna, costruita con colonne e marmi romani di Nîmes. Guglielmo fu sepolto semplicemente, in un sarcofago furono posti i cadaveri delle sue due sorelle Albana e Bertrana. Nel 1138 Guglielmo fu canonizzato dal papa Innocenzo II e allora il vescovo Ugo di Albi e Raimondo abate di S. Guglielmo e Raimondo abate di Nantes deposero le spoglie di s. Guglielmo in un ricco sarcofago cristiano del sec. IV scolpito sulle quattro facce, che venne deturpato nel 1568 dagli Ugonotti e fatto a pezzi durante la Rivoluzione Francese; il sarcofago venne ricomposto da G. Wilpert nel 1933 (*Sacro-fagi*, III, pp. 26-32, fig. 243 e tav. 289). L'abbazia passò alla Congregazione dei Maurini nel 1635; fu soppressa alla fine del sec. XVIII. La sua biblioteca contenne preziosi manoscritti. Tra questi un *Sacramentario* che H. M. Bannister assegnò tra il 772-95, cioè al tempo di Adriano I (*Journal of Theolog. Studies*, 9 [1908], pp. 398-408; A. Wilmart, *Le copiste du Sacramentaire de Gellone*, in *Revue bénédictine*, 23 [1906], pp. 210-22; P. de Punié, *Le Sacramentaire de Gellone*, in *Ephemerides Liturgicae*, 48-52 [1934-38] e volume a parte, Roma 1938; E. Bonnet, *L'église abbatiale de St-Guillelme-Le-Désert*, Caen 1908). L'abbazia del S. mo Salvatore di Aniane fu eretta nel 785 da Vitz detto Benedetto che ne fu il primo abate. La chiesa abbaziale fu consacrata nel 796; passò alla Congregazione dei Maurini nel 1635 (E. Baumes, *Le car-tulaire d'Aniane et de Gellone*, in *Revue historique du diocèse de M.,* 1912, pp. 60-80, 106-12; A. Wilmart, *Un lectionnaire d'Aniane*, in *Revue Mabillon*, 1923, pp. 40-53).