MOSÈ IL SARACENO, SANTO

MOSÈ il SARACENO, santo. - È commemorato nel Martirologio romano il 7 febbr., ma si ignora il giorno preciso della morte. È considerato come l'apostolo dei Saraceni, alla cui razza apparteneva, e per la conversione dei quali al cristianesimo lavorò molto.

Verso la metà del sec. IV, i Saraceni devastavano le province romane della Fenicia, Palestina ed Arabia; la loro regina Mauvia acconsentì a desistere dalle scorrerie e ad abbracciare la religione cattolica (ca. 374) purché fosse dato loro come vescovo uno della loro razza. Fu così designato M., che viveva nella solitudine ed era molto conosciuto per le sue virtù. Fu condotto ad Alessandria per esser consacrato dal vescovo Lucio; ma M. rifiutò di ricevere da lui la consacrazione, perché lo sapeva seguace dell'arianesimo. Si dovette allora condurlo sui monti, dove vivevano in esilio i vescovi cattolici; là si lasciò consacrare.

BIBL.: Rufino, Hist. ecc., II, 6; Socrate, Hist. ecc., 4, 36; Sozomeno, Hist. ecc., 6, 38; Tillemont, VII, pp. 593-97; Acta SS. Februarii, II, Parigi 1864, pp. 42-45; Martyr. Romanum, p. 52.