MUËLLER, FRIEDRICH MAXIMILIAN (MAX MÜLLER)

MUËLLER, FRIEDRICH MAXIMILIAN (MAX MÜLLER). - Filologo e mitologo, n. a Dessau il 6 dic. 1823, professore a Oxford, dove m. il 28 ott. 1900. La sua molteplice operosità si svolse specialmente in tre campi: mitologia comparata; filologia indoeuropea e glottologia in genere; storia e filosofia della religione.

Come mitologo egli è il fondatore della mitologia comparata in quanto al principio di considerare il mito come prodotto spontaneo della fantasia popolare (già posto dai fratelli Grimm nello studio della mitologia tedesca) egli aggiunse l'apporto fornito dalla comparazione con la mitologia indiana, studiata specialmente nei Veda (v.) da lui tradotti e commentati. Per il M. le figure del mito nascono da uno spontaneo processo di personificazione proprio della mente, che individua, con aggettivi che sono nomina agentis, gli oggetti che cadono sotto la sua osservazione. Così dalla visione dei corpi celesti, che sono per eccellenza i risplendenti (deva, da div = risplendere), deriva il nome di Dio in tutte le mitologie indoeuropee. È dunque il linguaggio, conclude il M., che determina la fisionomia del mito e in tal senso si può dire che questo sia una «malattia del linguaggio». Concetto inesatto perché il linguaggio è l'espressione naturale dell'appercezione fantastica che personifica le cose ed a questa ubbidisce.

Come filologo e glottologo la sua produzione è stata oltremodo feconda: The Science of language (2 voll., Londra 1861-63; 14a ed. 1885; nuova ed. 1890; trad.

it., Milano 1871); Biographies of words and the Home of the Aryas (Londra 1888; nuova ed. 1898) e i saggi vari raccolti sotto il titolo Chips from a German workshop (4 voll., ivi 1867-75; nuova ed. 1880); Last essays (ivi 1901) e soprattutto la traduzione dei libri sacri dello Oriente: Sacred Books of the East da lui diretta e affidata a vari studiosi, compiuta in 50 voll., di cui 33 dedicati all'India (21 al brahmanesimo e 12 al giairismo e buddhismo); 8 alla Persia; 2 all'islamismo; 6 alla Cina, più i di indici.

Come storico e filosofo della religione egli mostra che dal mondo mitico si sviluppa la religione quando l'uomo, dopo avere personificato le forze della natura, sente che al di là di ciò che egli vede e che si presenta limitato vi è tutto un mondo non visibile e illimitato, infinito. Questo senso innato si sviluppa, e così, attraverso la forma enotetica (per cui si attribuiscono a una data divinità gli epiteti che spettano all'Essere supremo), si giunge alla forma monoteistica, del Dio unico concepito come il Padre che è nei cieli.

Gli scritti dove egli svolge questa sezione della sua attività di studioso sono: Introduction to the science of religion (Londra 1873; nuova ed. 1882; trad. it., Firenze 1874); The Origin and Growth of Religion (Londra 1878; nuove edd., 1882 e 1891); Natural Religion (ivi 1889; 2a ed. 1892); Physical Religion (ivi 1891; 2a ed. 1898); Anthropological Religion (ivi 1892; 2a ed. 1898); Theosophy, or psychological Religion (ivi 1893; 2a ed. 1895, e rist.); Contribution to the science of mythology (2 voll., ivi 1897); The Science of Thought (ivi 1887); Three lectures on the Vedanta philosophy (ivi 1894); The six Systems of Indian philosophy (ivi 1899). Delle sue opere è stata fatta una raccolta completa (Collected Works, 20 voll., Londra 1898 sgg.).

BIBL.: Fr. Kielhorn, Max M., in Nachrichten der Kgl. Gesell. der Wissenschaften der Kgl. Gesellschaften der Kgl.

È tra i primi storici che, superando l'astio illuministico per l'età «gotica», riscoprono la suggestione del medioevo (Reisen der Päpste [1782]). Nel suo capolavoro, la Geschichte der Schweizerischen Eidgenossenschaft (1786), profila il medioevo svizzero quale età di organica civiltà cristiana.

M., protestante e pietista, mantiene ancora l'antipatia settecentesca contro i monaci, ma è tra i primi a delineare il papato medievale quale plasmatore di libertà civili, anche se la sua visione nasce da una precisa e contingente polemica contro l'assolutismo statale a lui contemporaneo.

BIBL.: K. Henking, J. von M., 2 voll., Stoccarda 1909-27; P. Requadt, J. von M. und der Frühhistorismus, Monaco 1929; W. Kirchner, Studien zu einer Darstellung J. von M., Heidelberg 1931; G. Falco, La polemica sul medioevo, Torino 1933, p. 363 sgg.; altra bibl. in J. Körner, Bibliographisches Handbuch des deutschen Schrifttums, Berna 1949, p. 341.

MASSIMO Petrocchi