MULTATULI

MULTATULI. - Pseudonimo di Edoardo Douwes Dekker, letterato, n. ad Amsterdam il 2 marzo 1820, m. a Nieder-Ingelheim il 19 febbr. 1887. Prosatore brillante e temperamento focoso ed irrequieto, fu inviato, ancor giovane, come funzionario

a Giava. Ne tornò nel 1856, richiamato e disilluso: nelle colonie olandesi i capi indigeni sfruttavano il popolo e il governo della madre patria non si preoccupava di difenderli.

Questa la tesi di M., che costituisce la base del suo famoso romanzo *Max Havelaar* (Amsterdam 1859), opera romantica per eccellenza, ineguale, disordinata, traboccante qua e là di un soave lirismo (episodio di Saidyah e Adinda), piena di pagine commoventi e di rara bellezza. L'autore vi ha gettato tutto il suo cuore: l'indignazione lo fa ricorrere talvolta al sarcasmo più sferzante. Dopo la pubblicazione di questo libro appassionato, l'autore visse vagabondando, si separò da sua moglie, passò i giorni nella più penosa miseria, lavorando disperatamente a sette volumi che chiamò *Ideen* (ivi 1862-77), contenenti riflessioni, bizzarrie, racconti e perfino un dramma. Per la sua concezione dell'arte, egli preparò, nonostante i suoi squilibri, nuove vie nella letteratura olandese, tutto preso da quello che, a torto o ragione, chiamava svelerità. Mente scarsamente filosofica, M. espresse in modo caratteristico idee e luoghi comuni dell'epoca del positivismo e del materialismo, onde non sorprende che le correnti rimaste sul terreno del «libero pensiero» continuino a vedere in lui un loro corifeo.

BIBL.: W. Spohr, *M., 2a ed., Minden 1902; H. Padberg, *M.: de Mensch, de denker, de literator*, Nimega 1920; J. de Gruyter, *Het leven en de werken van E. D. Dekker*, 2 voll., Amsterdam 1920-21.