MULTA PRAECLARE

«MULTA PRAECLARE». - Breve di Giorgio XVI, del 24 apr. 1838, concernente le diocesi del Patronato portoghese in India. L'espulsione dei Gesuiti dalle colonie portoghesi nel 1759 e la soppressione dell'Ordine nel 1773 ebbero per il lavoro missionario cattolico nell'India un esito fatale. Il clero indo-portoghese, sia secolare, sia regolare, non si mostrò più all'altezza dei suoi impegni. Lo spirito missionario conquistatore era quasi spento. La situazione morale del clero indigeno era inquietante, le comunità cristiane trascurate; le sedi vescovili del Patronato vacanti.

In Europa, con il nascente romanticismo, il pensiero missionario ebbe nuovi e forti impulsi, ma nei territori del Patronato questa rinascita della volontà missionaria era non poco vincolata. Il prefetto di Propaganda Carlo Maria Pedicini il 7 febbr. 1832 propose al Portogallo di lasciare alla S. Sede la cura di provvedere alle sedi di Cocinio, Cranganore e Mylapore nell'interesse delle anime. Il re Michele di Porogallo, allora, il 27 marzo 1833 presentò il carmelitano Giovanni dell'Ascensione come arcivescovo di Goa e l'agostiniano Giuseppe dei Dolori come vescovo di Cocinio. Poco dopo scoppiò nel Portogallo la guerra civile, dopo la quale il liberale Don Pedro salì al potere. Questo prese le misure antireligiose più rigorose, le relazioni diplomatiche con Roma furono interrotte, tutti gli Ordini religiosi nella metropoli e nelle colonie furono soppressi. Gregorio XVI, già cardinale prefetto di Propaganda, era d'avviso che la S. Sede, vista la deficienza missionaria del Portogallo, e in considerazione delle circostanze totalmente cambiate, poteva, anzi doveva avocare a sé, indipendentemente dal Portogallo, il riordinamento delle missioni dell'India. Nell'interesse della cura delle anime eresse dal 1832 al 1836 nel territorio delle diocesi del Patronato i vicariati apostolici di Madras, Calcutta, Ceylon e Madura. Questo fatto provocò un'accanita resistenza, specialmente in Calcutta. Il governo portoghese nel 1836 nominò 3 vescovi per Goa, Cranganore e Mylapore e li mandò in India senza la conferma pontificia. Essi protestarono nella forma più assoluta contro il riordinamento missionario in India e proibirono al loro clero il riconoscimento dei vicari apostolici. Allora Roma rispose pubblicando il breve M. p. in virtù della suprema autorità giurisdizionale competente al Sommo Pontefice, le diocesi del Patronato di Cocinio, Cranganore, Mylapore e Malacca non furono giuridicamente soppresse, ma in via disciplinare furono provvisoriamente private di ogni giurisdizione e il loro territorio fu, parimenti in modo provvisorio, sottoposto ai vicariati apostolici già residenti. Inoltre all'arcivescovo di Goa furono tolti tutti i diritti sui suddetti territori, anche questo provvisoriamente. M. p. non tocca i diritti di Patronato della corona portoghese fuori dei limiti delle 4 diocesi elencate. Se da una parte il breve M. p. costituisce la fase culminante del cosiddetto scisma goano, dall'altra è il punto di partenza e la base del risorgimento delle missioni in India.

BIBL.: E. Hull, Bombay Mission-history, with a special study of Padroado question, I, Bombay 1927, pp. 222-35, 238-44, 366-67; A. Lourenço, Utrum fuerit schisma Goanum post breve M. p. usque ad a. 1849, Nova Goa 1947.