NABORE e FELICE, santi, martiri. - Sono commemorati il 12 luglio nel Martirologio geronimiano, che però dipende dalla Passio, composta probabilmente verso la metà del sec. v, e secondo la quale N. e F. sarebbero stati due soldati che, messi in carcere a Milano per aver disertato le file dell'esercito, furono in seguito decollati nelle vicinanze della porta della città di Lodi, e i loro corpi sarebbero stati portati a Milano da una pia donna di nome Savina.
Babilonia, e i principi Nabuchodonosor e Nabū-šum-lišir come semplici operai dovettero trasportare mattoni. Costrui a Ninurta un nuovo tempio in Babilonia, come in Sippar un altro alla consorte di Šamaš (dio Sole). Dotò inoltre i templi di regali preziosi, consegnati ogni anno. Così il Re caldeo riuscì ad acquistarsi la simpatia dei sacerdoti babilonesi, i quali erano tanto influenti durante tutta l'epoca neobabilonese da costituire un grave problema di politica interna. N., più con l'astuzia diplomatica che con le armi, riuscì a realizzare tutti i sogni di libertà e di grandezza, comuni ai Caldei e alla città di Babilonia, ma più ancora i desideri di vendetta, così da non ritenere più che l'Assiria fosse un membro della cultura babilonese ed un popolo fratello. I suoi feroci alleati, i Medi, ebbero le mani libere per distruggere i
La verosimiglianza di queste notizie, avvalorata da altri documenti, porrebbe il martirio di N. e F. al principio della persecuzione di Diocleziano, alla fine cioè del sec. III. Nel sec. IV sui loro sepolcri si ergeva una basilica dove erano veneratissimi. Nelle vicinanze di detta basilica s. Ambrogio trovò i corpi dei martiri Gervasio e Protasio che erano stati tanto tempo incoscientemente calpestati dai fedeli che si recavano a venerare N. e F.