NACHOR (EBR. NAHÓR)

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NACHOR (ebr. Nahór). - Figlio di Thare e fratello di Abramo (Gen. 11, 26). Fu padre di 12 figli, dei quali 8 avuti da Melcha, figlia di suo fratello Aran e sorella di Lot, e 4 da un'altra moglie di nome Roma: questi furono capostipiti o eponimi di altrettante tribù arame, che si stanziarono ad occidente dell'Eufrate, e qualcuna (come Maacha [v.]) si estese fino ai monti di Galaad. Sebbene non si faccia menzione di lui all'epoca dell'emigrazione di Abramo dalla Caldea, N. seguì il fratello fino a Haran, detta perciò in seguito "città di N. » (Gen. 27, 43), ove cioè egli si stabilì con la sua famiglia.

Abramo continuò a mantenere le relazioni con N. anche quando si separò da lui per andare nella terra di Canaan (cf. ibid. 22, 20), e poi volle dare a suo figlio Isacco una sposa, Rebecca, del casato di suo fratello (ibid. 24). Dalla stessa famiglia Giacobbe tolse le sue due spose Lia e Rachele (ibid. 29). E quando questi dopo la fuga da Haran, si riconcilia con lo zio e suoceo Laban, che era figlio di Bathuel e nipote di N., tra i due fu stipulato un patto nel nome "del Dio di Abramo e del Dio di N. » (ibid. 31, 53): da questo passo alcuni vogliono dedurre che anche N., come già suo padre Thare (cf. loc. 24, 2), fosse infetto d'idolatria.

Bibl.: B. Heurtebize, s. V. in DB, III, coll. 1456 sg.; G. Ricciotti, Storia d'Israele, I, Torino 1934, pp. 153, 156, 158.

Gaetano Stano