NAPO, VICARIO APOSTOLICO DI

NAPO, VICARIO APOSTOLICO di. - Eretto dalla S. Sede nel 1867, nel territorio dell'antica missione del Marañon (parte orientale della Repubblica di Ecudoro) e affidato nel 1671 ai Gesuiti che fin dal 1638 erano entrati in quella regione, ma avevano dovuto lasciarla nel 1768, succedendo ad essi prima il clero secolare, poi i Domenicani.

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L'estensione della missione del N., che comprendeva tutta la parte orientale dell'Ecuador, diminui nel 1886, quando ne fu distaccata la prefettura apostolica di Macas e Canelos e poi nel 1893 quando vennero da essa dismembrati i vicariati apostolici di Mendez e Gualaquisa e quello di Zamora. Dopo la rivoluzione del 1875, quando venne ucciso il presidente García Moreno, crebbero le difficoltà per la missione del N., che da quel tempo venne assistita da sacerdoti della arcidiocesi di Quito. Finalmente nel 1920 il vicariato di N. fu affidato ai Giuseppini del Muraldo.

Oggi ha un territorio di 52.000 kmq. con una popolazione di 22.500 ab., dei quali ca. 20.000 cattolici. Il personale della missione comprende 14 sacerdoti, 18 fratelli laici, 21 suore dorote e Vicenza, con 4 stazioni principali e 10 secondarie, 4 chiese, 6 cappelle, 2 collegi per gli indiani e 1 per le fanciulle di razza bianca, 5 scuole elementari, 2 professionali, 4 farmacie, 1 ospedale. I missionari hanno inoltre compiuto opera assidua di civiltà, per cui hanno avuto lodi dal governo e dalla pubblica stampa. La missione presenta particolari difficoltà per l'opera di evangelizzazione a causa della mancanza di strade e di mezzi di comunicazione, dei fiumi pericolosi, dal clima snervante, della vita nomade degli indigeni e della condotta, spesso scandalosa, dei bianchi. Con decreto di Propaganda del 12 apr. 1951 i confini furono modificati a sud con la prefettura apostolica di Canelos e a nord con quella di S. Michele di Sucumbios, che cedette parte del territorio al vicariato apostolico di N.

BIML.: Arch. di Prop. Fide, Relazione n. 15, pos. prot. n. 1043/31; id. Relazione quinquennale, 1930, pos. prot. n. 044/30; Prospectus Status Missionis, 1950, pos. prot. n. 2520/50; MC, Roma 1950, p. 49; GM, pp. 313-14. Antonio Mazza