NATHAN (EBR. *NĀTHĀN* «[DIO] HA DATO »)

NATHAN (ebr. *Nāthān* «[Dio] ha dato »). - Profeta che, ca. il 1000 a. C. comparve all'improvviso quando David gli chiese il suo parere circa il costruire o meno un tempio a Jahweh (*II Sam.* 7,2). N. rispose assentendo, ma la notte successiva Dio gli fece capire che ciò era riservato ad altri, non a David. Insieme però lo fece annunziatore d'una profezia consolantissima: sarebbe stato Dio a costruire una casa a David, gli avrebbe dato cioè una lunga discendenza di re, il cui trono sarebbe stato stabile in perpetuo (*ibid.* 7, 4-17; *I Par.* 17, 4-14). Perpetuo sarebbe stato, infatti, il regno di Gesù Cristo, figlio di David (*Lc.* 1, 32 sg.).

N. poi rimproverò David adultero ed omicida: ebbe la gioia di vederlo pentito e di poter imporre al neonato Salomone, per incarico del Signore, il soprannome simbolico di *Jedidhījāh*, «amico di Jahweh» (*II Sam.* 12, 1-25). Quando, David ormai vecchio, si trattò della successione al trono, N. seguì non le parti di Adonia, ma quelle di Salomone (*I Reg.* 1). Scrisse una storia dei fatti di David (*I Par.* 29, 29 sg.) e di quelli (forse i primi) di Salomone (*II Par.* 9, 29), che probabilmente fornirono materiali agli autori di *Samuele* e dei *Re.* È magnifico esemplare di uomo di Dio, fedele alla sua missione e impavido dinanzi ai potenti, in tempi di assolutismo.

Altri nella Bibbia portano lo stesso nome: un giudeo in *I Par.* 2, 36; un figlio di David (*II Sam.* 5, 15; *Zach.* 12, 12), attraverso il quale Cristo fa capo a David nella genealogia di Luca (*Lc.* 3, 31); il padre (o fratello?) di un guerriero di David (*II Sam.* 23, 36; *I Par.* 11, 38); un messo di Esdra (*Esd.* 8, 16); un sacerdote postesilico che aveva preso in moglie una straniera (*Esd.* 10, 39).

Gino Bressan