NAXOS

NAXOS. - Isola greca, il cui vescovato fu eretto probabilmente nel sec. v; al VI Concilio ecumenico partecipò il suo vescovo Giorgio. Sotto Leone VI imperatore (886-911) il vescovato di N. era sottomezzo alla metropoli di Rodi. Nel maggio 1803 fu unito con Paros in una unica metropoli Paronaxia. Sotto la dominazione latina dal sec. XIII fu eretto il vescovato latino che dopo la caduta di Rodi divenne nel sec. XVI metropoli, conservatasi sotto la dominazione turca (1537-1829) e nella nuova Grecia fino ad oggi; soltanto nel 1919 a cagione dei pochi cattolici fu unita con il vescovato Tinos-Mykonos sotto il titolo di arcivescovato Naxos-Tinos (e Mykonos).

Il cattolicesimo ebbe la sua ultima fioritura a N. nel sec. XVII; allora i Greci separati mostrarono grande inclinazione verso la Chiesa cattolica, e l'opera dei nuovi religiosi venuti in quest'isola, Gesuiti e Cappuccini, trovò accoglienza favorevole. Le Orisoline francesi continuavano dal sec. XIX fino ad oggi l'apostolato dell'educazione nella gioventù femminile delle Orisoline indigene «di casa» (o Orisoline nel secolo), con slancio ed ampiezza, cosicché il loro collegio Tinos diventò centro per la formazione delle fanciulle delle migliori famiglie della Grecia in grandissima parte «ortodosse». A N. si è conservata la memoria del soggiorno del papa s. Martino I nell'estate 635, durante il suo viaggio come prigioniero dell'impe-ratore bizantino Costante II fautore del monoteletismo.

BIBL.: M. Le Quien, Oriens christianus, I, Parigi 1740, pp. 937-42; Eubel, I, p. 358; V. Laurent, Chronologie des métro-polités de Paronaxia au XVIIe siècle, in Echos d'Orient, 34 (1935), pp. 139-50; id., La liste des métropolités de Paronaxia au XVIIe siècle, ibid., 36 (1937), pp. 190-201; G. Hofmann, Vescovati cattolici della Grecia, V. N. (Orientalia Christiana Analecta, 113), Roma 1938. Giorgio Hofmann