Da giovane abbracciò la carriera militare; ma poi, distribuiti i beni ai poveri, si consacrò a Dio. In un primo momento meditò di ritirarsi a vita ascetica in Oriente o in una delle isole deserte della Dalmazia; ma l'affetto e la venerazione per Eliodoro lo trattennero in patria. Iniziato alla vita ecclesiastica, divenne prete e rimase ad Altino come coadiutore dello zio.
N. morì ancor giovane nel 396 e s. Girolamo, dopo avergli dedicato una lettera sui doveri dei chierici e dei sacerdoti (Ep., 52), ne tessé l'elogio funebre in un'altra mirabile lettera ad Eliodoro (Ep., 60). Il Martirologio ge-ronimiano, seguito dal Notkero, ne commemora la festa l'11 maggio.