NICETA STETHATOS. - Detto anche dai Latini « Pectoratus », monaco di Studion, n. ca. il 1000, m. dopo il 1054. Svolse la sua attività nel campo della spiritualità e nella controversia contro gli Ebrei, gli Armeni ed i Latini. La sua dottrina spirituale si ispira alla tradizione di s. Massimo il Confessore. Come polemista, N. prese parte alla lotta contro il card. Umberto ed i legati romani al tempo di Michele Cerulario, nel 1054. Il suo intervento viene spesso sottovalutato più del giusto; sembra infatti che N. sia stato il primo ed il principale teologo antilatino in questo periodo.
N. lasciò numerosi scritti, in parte ancora inediti il cui elenco completo si trova in Th. Disdier (v. BIBLICA). Tra le sue opere di spiritualità le principali sono: Vita di Simeone il Nuovo Teologo (ed. I. Hausherr, op. cit. in bibl.); Capita practica, physica et gnastica (PG 120, 815-1009); Il Paradiso spirituale (recentemente ed. da M. Chalendard, Parigi 1943).
Come polemista scrisse almeno quattro trattati contro gli azzimi, dei quali si conoscono soltanto: uno Sul pane fermentato ed azzimo, contro gli Armeni e contro i Latini (in J. Hergenröther, Monumenta graeca ad Photium eiusque historiam pertinentia, Ratisbona 1869, pp. 129-44), il Libello contro i Latini riportato in latino dal card. Umberto (PL 143, 973-84), in greco da A. Demetrakopoulos (Ἐκκλησιαστικὴ Βιβλιοθήκη, I, Lipsia 1866, p. 18-36) ed in edizione critica col titolo di Antidialogo da A. Michel (Humbert und Kerullarios, II, Paderborn 1930, pp. 322-42) e la Sintesi contro i Latini
sulla Processione dello Spirito Santo, fatta conoscere da A. Michel (ibid., pp. 371-409).