NICODEMO di MAMMOLA, santo. - Asceta calabro-greco, n. a Cirò ca. il 900, m. nei pressi di Mammola il 25 marzo 990. Da giovane abbracciò l'istituto monastico basiliano nella famosa eparchia monastica del Mercurion (Calabria settentrionale), sotto la guida spirituale di s. Fantino, che fu anche maestro di s. Nilo di Rossano.
Visse una vita di grandi asprezze, insieme con s. Antonio di Gerace, in un bosco del Monte Celerano, dove dormiva sulla nuda terra e si cibava di castagne e lupini. Molti monaci andarono a mettersi sotto la sua direzione, sicché il Celerano fu trasformato in una laura monastica.
Ma N., desideroso di solitudine, si ritirò prima presso Gerace e poi a quattro miglia da Mammola, dove fondò un celebre monastero, che dopo la sua morte prese il suo nome. La festa liturgica ricorre il 12 marzo. Mammola lo ha acclamato suo patrono fin dal 1630.