NICOLA (Nixóaxos «vincitore del popolo»). Diacono, dal nome ellenistico, l'ultimo dei 7 ordinati dagli Apostoli a Gerusalemme (Act. 6, 5). Era un «proselita antiocheno», quindi non era di stirpe ebraica. S. Epifanio (Haer., I, 21, 1: PG 41, 390) ed altri lo ritengono uno dei 72 discepoli di Gesù.
S. Ireneo (Contra haer., I, 26, 3: PG 7, 687) collega il nome di N. con la setta dei nicolaiti e con s. Ippolito (Philosophumena, 7, 8) e lo ritiene responsabile dell'origine di tale setta dai costumi depravati.
Clemente Alessandrino (Strom., III, 4: PG 8, 1232), seguito da Eusebio (Hist. ecc., III, 29: PG 20, 277), ritiene che N. visse castamente e che, più tardi, i suoi discepoli avrebbero frainteso una sua espressione poco prudente, riguardante la necessità di «mattare la propria carne» (di mortificare le passioni), come se il diacono permettesse di «abusare» della propria carne. Invece, secondo s. Epifanio (Haer., I, 25), N. in un primo tempo avrebbe lasciato la moglie per vivere nella perfezione, ma poi l'avrebbe ripresa per vivere disordinatamente. Nessuna Chiesa attribuisce a N. fama di santità.
Pietro De Ambrogio