NIZZA, DIOCESI di - Città e diocesi, capoluogo di prefettura del dipartimento delle Alpi Marittime in Francia.
La diocesi si estende in tutto il dipartimento civile delle Alpes Maritimes. Conta 525.000 ab., dei quali 350.000 cattolici, distribuiti in 240 parrocchie, servite da 330 sacerdoti diocesani e 90 regolari, un seminario, 19 comunità religiose maschili e 123 femminili (Ann. Pont., 1951, p. 290).
È l'antica Nitria di origine pre-romana; la collina soprastante la baia degli Angeli fu occupata da coloni greci di Marsiglia e il porto ebbe uno sviluppo commerciale. I magistrati di Marsiglia erano rappresentati a N. da un funzionario detto episcopus (CIL, V, 7914); ma N. era conosciuta solo come porto. Contemporaneamente si sviluppa Cemeleum, oppido dei Liguri Vedianti, in cui i Romani sostituirono gli indigeni. Così Cemenelum fiorisce da Augusto a Diocleziano, il quale sposta il capoluogo a Ebrodunum (CIL, V, p. 903). Cemenelum fu distrutto dai Sassoni nel 573 (s. Gregorio di Tours, in Hist. Franc., IV, 42). Esso aveva anfiteatro e terme (G. De Angelis d'Ossat, Un disegno di S. Gallo relativo alle terme di Cimella presso N., in Riv. di studi liguri, I [1942], pp. 20-24). Scavi furono eseguiti nel 1791, nel 1860-80 e nel 1943. Cemenelum scomparve nel sec. XII.
Il primo vescovo noto è Amanzio, presente al Concilio di Aquileia del 581. Il papa Leone I, dopo il 450, riunì insieme le due sedi di Cimiez e di N. Poco dopo il Concilio romano del 19 nov. 462, il papa Ilaro le separò di nuovo, ma presto ne ristabilì la riunione nel 465; infatti il vescovo Magno nel Concilio d'Orléans del 549 firmò come episcopus Cemeleensis et Nicaensis, e al Sinodo di Arles del 554, come episcopus Cemeleensis perché N. era considerata ancora come al tempo di Ilaro un castellum, mentre Cimiez una civitas. Solo dopo che i Longobardi distrussero Cimiez, N. divenne sede della civitas e della diocesi. Altri vescovi noti furono Ostadio, menzionato da Gregorio di Tours, ca. l'anno 581 (Hist. Franc., VI, 6). Catullino ca. l'anno 585 e Abramo presente al Concilio di Parigi del 614. N. fu ceduta da Vittorio Emanuele II alla Francia il 24 marzo 1860. Al vescovo di N. spetta il titolo di conte di Drap. Nel suo territorio si trovano le diocesi sop-
presse di Antibes, Cimiez, Grasse, Sospel e Vence. La diocesi è suffragana di Aix.
L'antica Cattedrale fu dedicata a S. Maria Assunta; ma, danneggiata dalla guerra, nel sec. XVII fu portata nella chiesa di S. Reparata; Pio XII (1949) restituì alla Cattedrale l'antico titolo mariano, stabilendo che il sacro edificio sia dedicata alla B. M. Vergine assunta in cielo e a S. Reparata vergine e martire, elevandola a dignità di basilica minore (AAS, 33 [1950], pp. 545-47). Altre chiese sono: la chiesa di St-Jaume, parrocchia degli Italiani, della fine del sec. XVII; di Notre-Dame, in stile gotico (1880-

Tra i musei si ricordano: il Museo
d'arte antica e moderna o Musée Jules Cherer, disposto dal 1927 nell'antica villa Thomson; il Museo Massena o Musée du Vieux Nice nel Palazzo Rivoli, della fine del sec. XIX.
Per Cimeleum, il primo vescovo noto è Valeriano, presente ai Concili di Riez (439) e di Vaison (442). La comunità cristiana è attestata da due iscrizioni ivi ritrovate (CIL, V, 7977-78). L'abbazia, sorta alla fine del sec. VIII, fu annessa alla chiesa, divenuta poi cattedrale, presso la quale fu trovato un tesoro di monete che vanno dai Merovingi ai Carolingi. A Grasse, l'antica Cattedrale (Notre-Dame) data della fine del sec. XII e segna l'inizio del gotico in Provenza. È in pietra calcare a tre navate senza transetto con influenze lombarde. A Sospel, dell'antica cattedrale di S. Michele si conserva solo il campanile romanico-lombardo. Vence, diocesi soppressa nel 1790, ebbe tra i suoi vescovi s. Verano (m. nel 492), s. Lamberto (m. nel 1154), Alessandro Farnese, poi Paolo III; mons. Godeaux e mons. Gurian. L'antica Cattedrale è del sec. XII, mentre la tribuna e le navate minori sono del sec. XVII. Vi si conservano le tombe dei santi vescovi Verano (in un sarcofago del sec. V) e Lamberto.
Dopo il Trattato di pace con l'Italia, le popolazioni di Tenda, Briga, S. Dalmazzo, Pieno e Molières furono sembrate dalle diocesi di Ventimiglia e di Cuneo e annesse a quella di N.