NONO BOVERIO, ZACCARIA DA SALUZZO

NONO BOVERIO, ZACCARIA da SALUZZO. - Scrittore capuccino della provincia piemontese, n. nel 1568, m. a Genova il 31 marzo 1638.

Missionario contro i protestanti delle valli piemontesi e della Savoia (1600-12), ne confutò le dottrine nelle Demonstrations symbolorum verae et falsae religionis (2 voll., Lione 1617); lettore di teologia a Dijon (1618), scrisse la Paravensis catholica (Lione 1618), e la Censura paravensis (Milano 1621) contro gli errori sulla costituzione della Chiesa del De republica ecclesiastica dell'arcivescovo Mar-cantonio de Dominis, passato all'anglicanesimo; alla conversione del principe Carlo di Galles, futuro re d'Inghilterra, destinò la Orthodoxa consultatio de ratione verae fidei et religionis amplicendae (Madrid 1623, Colonia 1626, Roma 1635); la Congregazione de Propaganda Fide nel 1624 lo incaricò di dirigere una scuola di controversie nel convento di S. Bonaventura a Roma. Dottore in diritto, compreso ad uso dei confratelli il Directorium fori iudicialis (Torino 1624) e il De sacris ritibus (Napoli 1626). Fu definitore generale, consultore del ministro generale, del card. F. Barberini e della Congregazione del S. Ufficio. È noto soprattutto come storiografo dell'Ordine; i due volumi latini dei suoi Annales, il 1 anno al 1580 (Lione 1632), il II anno al 1612 (postumo, ivi 1639), sono tuttora valorizzati. La versione italiana uscì in quattro volumi: il I e il II sul testo emendato dallo stesso autore (Torino 1641; Venezia 1643); il III e il IV (ivi 1645). Il fondo documentario è costituito dalle antiche cronache manoscritte e dalle relazioni inviate dalle province; più che il vaglio della critica, il B. ama edificare con la lezione agiografica e i racconti più. La reazione dei Minori Osservanti agli spunti polemici provocò dal S. Ufficio, nel 1651, un decreto di emendamento dell'edizione latina ed italiana, che fu tolto l'anno seguente, mentre non cessarono le polemiche. La versione spagnola è in 3 volumi (Madrid 1644, 1646, 1647); quella francese in 2 (Parigi 1675, 1677); la tedesca in 3 (Salisburgo 1664, 1665, 1667); la polacca divide il I vol. in due parti (Varsavia 1780, 1790). Marcellino de Pise da Macon continuò la narrazione latina fino al 1634 con il vol. III (Lione 1676); versione italiana in 3 voll. (Trento 1708; Milano 1711, 1714); versione spagnola in 2 voll. (Madrid 1690, 1691); versione tedesca (Salisburgo 1690). Silvestro Draghetta da Milano compose un IV vol. latino di appendice in due parti (Milano 1737); versione italiana in 2 voll. (ivi 1744); versione spagnola della prima parte (Madrid 1758).

BIBL.: Francesco da Sestri, Vita del p. Z. B., Genova 1664; Mattia Ferrero da Cavallermaggiore, Rationarium chronographi-cum missionis evangelica... praesertim in Gallia Cisalpina exercitae, II, Torino 1659, pp. 285-90, 357-59; Bernardo da Bologna, Bi-blotheca scriptorum Ord. Min. Capuccinorum, Venezia 1747, pp. 248-50; Hurter, III, coll. 700-702; Analecta Ordinis Min. Capuccinorum, 6 (1580), pp. 68, 101, 136, 166; 9 (1833), p. 362; 10 (1834), pp. 283-88; 21 (1905), pp. 53-57; F. X. Malfino da S. Lorenzo, I Cappuccini generosi. Note biografiche, I, Genova 1912, pp. 90-93, 490-14, 478-79; Melchiorre da Pobladura, Historia generalis Ord. Min. Capuccinorum, II, I, Roma 1948, pp. 84, 95, 167, 218, 305, 433-48, 451, 458.