NUSAJRI. - I n. sono una setta che, in numero di oltre 300.000 anime, occupa le regioni fra Tripoli di Siria ed Antiochia, con centro in Laodicea. Nonostante le loro credenze e pratiche li facciano collo-

Nuova Zelanda - Il monte Cook (alt. m. 3764) - N. Z., isola meridionale.
care dalle altre confessioni musulmane fuori dell'islam e che autori europei abbiano esagerato gli elementi preislamici ed extraislamici confluiti per sincretismo, si tratta di una setta musulmana e, precisamente, s'ita. Prendono il nome dal loro primo teologo Ibn Nuşajr, vissuto verso l'859, si chiamano anche anṣārijāḥ, ma preferiscono in nome di 'ala-wijjāḥ (alauiti, cioè di seguaci di 'Ali), sotto il quale costituirono uno Stato durante il mandato francese sulla Siria.
Il legittimismo degli s'ita, nel contrapporre ai califfi dei sunniti i suoi imām, discendenti di 'Ali, è giunto, nel suo ultimo stadio, che gli ortodossi chiamano dell'esagerazione (ghulaww), ad identificare 'Ali a Dio. Per arrivare a questo, è passato per i gradini di una teoria sempre più ardita, che risente di influenze filosofiche, gnostiche e mistiche, e, nello stesso tempo, delle vicissitudini storiche del movimento. Da compagno prediletto di Maometto e suo successore espressamente designato, 'Ali passa presto ad un rango superiore, necessario per dare al legittimismo una giustificazione religiosa. Maometto è un profeta, ma i profeti portano soltanto una legge esterna, intesa a ma- i tener: l'ordine nella collettività, e delle verità di fede espresse nella grossolana maniera che s'addice alla moltitudine. Accanto al profeta ci vuole un uomo che sappia trarre dalla rivelazione il suo senso intimo e tramandarlo a chi è atto a riceverlo. Sotto questo aspetto 'Ali gode di un'illuminazione divina superiore a quella di Maometto. Di conseguenza, nello stesso momento in cui il sunnismo, non pago di un Maometto concepito come un comune mortale, fa del suo spirito un essere anteriore alla creazione del mondo, che l'emanazionismo neoplatonizzante porta ulteriormente alla dignità di prima emanazione di Dio, gli s'ita, e in particolar modo gli ismā'iliti, attribuiscono la stessa natura ad 'Ali, visto non nella sua forma corporea, ma nella pura luce del suo spirito. Oppure, se non vogliono far torto al profeta, scorgono dietro le persone fisiche di Maometto e di 'Ali, in due manifestazioni, un'unica essenza, dalla quale, salendo di un gradino la scala delle emanazioni, è facile giungere a Dio.
Secondo il Corano, Maometto è stato preceduto da altri divini inviati. Su questo dogma il propagandista ismā'iliti 'Abdallah b. Majmūn al-Qaddāḥ (m. ca. 1874) costruì un suo sistema di ère mondiali, in numero di sette come gl'innām ismā'iliti, ognuna con il suo profeta 'parlante' (nātiq) e il suo depositario della verità esoterica e silenzioso (sāmit): superiore al primo il secondo. Un passo ancora. La propaganda s'ita ebbe i suoi capi, banditori dell'autorità dell'imām, visibile o nascosto. Anche a questi essa volle dare un alto posto. Li chiamò bāb, o porta d'accesso all'imām e, attraverso questo, alla divinità, della quale li presentò anch'essi come manifestazioni. Il personaggio esercitante questa funzione per conto di 'Ali lo trovò in Salmān, un persiano che la biografia di Maometto presenta come preannunziatore del suo avvento e suo consigliere nello scavo di un fossato che impedì all'esercito meccanico di entrare in Medina.
Pur appartenendo alla setta s'ita dei duodecimani, che riconoscono dodici imām, e non sette come gli ismā'iliti, i n. hanno preso dall'ismā'ilismo estremista la dottrina dei cicli, la parte attribuita a Salmān, e l'esaltazione di 'Ali portata ai limiti del ghulaww. La loro serie di sāmit e di nātiq (i primi francamente preposti ai secondi) è la seguente:
| Sāmit | Nātiq |
| 1 | Abele |
| 2 | Seth |
| 3 | Giuseppe |
| 4 | Giosuè |
| 5 | Asaf |
| 6 | Pietro |
| 7 | 'Ali |
Presistente al mondo, lo 'Ali superterreno visse, come nello 'Ali storico, così in tutti i suoi predecessori. Lo stesso sia detto di Maometto. Ed anche il bāb Salmān ebbe una serie di premanifestazioni, la prima delle quali è l'arcangelo Gabriele. Nella divinità si adora il mistero delle tre lettere 'M.S.= 'Ali, Muḥammad, Salmān. 'Ali è Dio come Logos (ma'nā), Maometto è Dio in quanto si manifesta (ism= nome), Salmān è Dio come vestibolo alla propria conoscenza (bāb= porta). Da 'Ali procede Maometto e da questo Salmān, che crea il mondo e lo governa con l'aiuto di altre cinque entità. Se fin qui l'emanazionismo mette ancora un sottilissimo velo sull'identificazione di 'Ali con Dio, la formula della fede è più esplicita: 'Non v'è Dio fuor che 'Ali figlio di Abū Tālib. Con simbolismo astrale, assimilano la divinità al sole (gruppo del nord) o alla luna (gruppo del sud). L'ism, il bāb e le cinque entità a lui associate, insieme con altre, costituiscono il grande mondo luminoso; al disotto v'è il piccolo mondo luminoso degli spiriti incarcerati nei corpi; le donne, prive d'anima razionale, e gli animali formano il piccolo mondo tenebroso; in fondo in fondo sta il grande mondo tenebroso dei demoni, degli organismi morti e della materia inerte. La risalita delle anime cadute si effettua in sette cicli. Precipitandoli nel terzo e quarto mondo Dio punisce i repobbi.
Per la loro interpretazione monistica dell'Essere i n. si considerano monoteisti (ahl al-tawhid) per eccellenza, e riservano la conoscenza piena della loro dottrina soltanto alla classe eletta, sottomessa a cerimonie iniziatiche nelle quali è elemento rituale il vino, che ha valore simbolico anche nel sūFIDEISMO (v.). Il volgo, nel quale sono comprese, come prive d'anima razionale, tutte le donne, la lasciato alle pratiche materiali del culto; esso ignora, cosa degna di nota, la moschea, mentre frequenta con popolaresca predilezione le tombe dei santi della setta. Alle due grandi feste dell'islam ortodosso (Rottura del digiuno e Sacrifici), a quelle proprie degli s'ita, e alle feste solari, diffuse in Oriente, dell'equinozio di primavera e di autunno, la vicinanza dei cristiani ha aggiunto il Natale, l'Epifania, le Palme, la Pentecoste e S. Barbara. Il loro libro sacro è il Kitāb al-maqmū'.
Martino Mario Moreno