NUZU (genitivo Nuzi). - Località nell'odierno 'Iraq (oggi Yorgan Tepe), ca. 13 km. a sud-ovest di Kerkük (antico Arrapha), che fu scavata dal 1925 al 1931 da E. Chiera, E. A. Speiser, R. H. Pfeiffer, R. F. S. Starr.
Si trovano 12 strati; strati XII-X A: ceramica colorata come Obed II ed incisa come Uruk, costruzioni di argilla pestata; X B: costruzioni in mattoni non cotti, strato di transizione; IX-VII: strato protodinastico, ceramica fatta sul tornio; VI: strato corrispondente ai primi sovrani di Lagaš (ca. 2500 a. C.); V-III, parte inferiore: tavolette ed impressioni di sigilli del periodo di Akkad (ca. 2350-2150 a. C.); III, parte superiore: periodo di Gutium (ca. 2150) ed Ur III (ca. 2050-1950); II B: tempo di Isin e Larsa (ca. 1950-1850); II A: 1a dinastia babilonese (ca. 1830-1530); II-I: periodo burritico (da ca. il 1500 in poi).
La città ebbe dunque tre periodi di fioritura, cioè nel tempo protodinastico, a metà del III millennio, durante il quale aveva il nome di Gasur (VI-III), e nel periodo burritico. La prima citazione di N. occorre in una lettera di Mari (ca. la fine del sec. XVIII a. C.).
Furono scavati due grandi edifici pubblici: un palazzo ed un tempio (con 7 strati, da sotto a sopra G-A). Il tempio G, il più antico, con una sola cella, già nel
periodo seguente (F) si trova ampliato con due celle. Il Palazzo è solo in parte scavato: un grande cortile centrale circondato dalle sale di ricevimento, camere private del sovrano, uffici, magazzini, ecc.
Le 4000 tavolette cuneiformi (delle quali 3000 dal colle principale) costituiscono parti di grandi archivi familiari. La lingua è accadica, ma essendo maneggiata da scrivani hurritici è mescolata con vocaboli hurritici e contiene costruttori hurritici (p. es., il passivo in luogo dell’attivo). Un sincronismo prezioso è una lettera del re di Mitanni Sausātar (ca. la metà del sec. XV) con suo sigillo.
In N. si è anche trovata la prima carta geografica su argilla del 111 millennio a. C., la quale mostra montagne, fiumi (o canali) e città. Malgrado i nomi apposti, l’identificazione resta ancora molto problematica. Un contributo molto importante per la conoscenza di radici ed elementi hurritici ed anche indo-europei è dato dai nomi propri di N.