Noto anche come:
inglese: Aengus the Culdee, Oengus the Culdee, St. Oengus
OENGUS (AENGUS, latinizzato Aengussius, Aeneas), santo. - Monaco irlandese detto « il Culdeo » (v. CULDEI), n. a Clúain-Ednéch (Clonenagh, nel Leix), m. ivi l'11 marzo 824. Educato nella scuola monastica locale, dopo un periodo di vita eremitica passò a Tamlachta (Tallaght) facendosi discepolo del fondatore s. Maelruan, con cui collaborò al Martirologio di Tallaght (dei santi irlandesi), ultimato ca. il 790. Dopo la morte del maestro (792) tornò al suo primitivo ritiro di Dísert-Oengusa. Scrittori antichi lo dicono abate e vescovo di Clonenagh, ove ebbe sepoltura.
O. è celebre per il suo Martirologio, detto Félire («Cortologio») Oengusso, in versi celtici, di sei sillabe, raggruppati in quartine. Oltre al martirologio propriamente detto, il poema ha un prologo di 340 versi e un epilogo di 566, in cui si spiega il metodo seguito, si fanno le lodi dei santi in genere e si proclama il trionfo del popolo di Dio in Irlanda. Il Félire fu terminato verso l'a. 800. I santi ivi commemorati, benché in parte forestieri, specie se martiri, in prevalenza sono del paese (ultimo, al 7 luglio, s. Maelruan), così che «l'opera è veramente un testimonio del carattere nazionale unificato della vecchia Chiesa irlandese» (Kenney). A O. è attribuito anche il Saltair na Rann («Salterio delle quartine»), il più lungo poema religioso irlandese (oltre duemila quartine, in 162 componimenti), con temi desunti dal Vecchio e Nuovo Testamento; ma sembra che il verso 8009, con il nome dell'autore (O. cèle Dé), sia una interpolazione; comunque il poema contiene almeno aggiunte che scendono fino al sec. X.
Bibliografia4 operel'ed. critica migliore del Félire è quella di Wh. Stokes, Londra 1905. Ciò che di O. si sa è principalmente derivato dal Poema su O. (di 13
BIBL.: l'ed. critica migliore del Félire è quella di Wh. Stokes, Londra 1905. Ciò che di O. si sa è principalmente derivato dal Poema su O. (di 13 quartine, riportate, con trad. inglese da Wh. Stokes, ibid., pp. XXIV-XXVI) e dalle due prefazioni in prosa aggiunte al suo martirologio (ibid., pp. 2-15, con trad.). Studi: J. Colgan, Acta SS. Hiberiae, I, Lovanio 1645, pp. 579-83, e in Acta SS. Martii, II, Anversa 1668, pp. 85-88; J. F. Kenney, The Sources for the early History of Ireland, I, Nuova York 1920, pp. 471, 479-82, 736 sg.; H. Leclercq, Martyrologe, n. XVI, in DACL, X, coll. 2612-15; G. Prampolini, Storia universale della letteratura, II, Torino 1934, p. 575, Igino Cecchetti
Cecchetti, Igino. “Oengus (Aengus, latinizzato aengussius, aeneas), santo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 78–79. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/oengus-aengus-latinizzato-aengussius-aeneas-santo.
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Cecchetti, Igino. “Oengus (Aengus, latinizzato aengussius, aeneas), santo.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 78–79. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/oengus-aengus-latinizzato-aengussius-aeneas-santo.
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