OLSHAUSEN, JUSTUS. - Orientalista rinomato, fratello di Hermann, n. a Hohenfelde (Holstein) il 9 maggio 1800, m. a Berlino il 28 dic. 1882.
Nel 1814 cominciò lo studio dell'ebraico sotto la direzione di suo padre, allora primo pastore a Glückstadt. A Kiel (1816-19) J. F. Kleuker gli insegnò l'arabo e il siriaco. J. L. Ideler a Berlino (febbr. 1820) lo iniziò al persiano. Nell'ott. 1820 si recò a Parigi da S. de Sacy, il più celebre arabista del tempo; vi rimase sino al 1823, studiò il turco, prese contatto con A. von Humboldt. Nel 1823 fu professore straordinario, nel 1830 ordinario di lingue orientali a Kiel; quattro volte rettore dell'Università, nel 1852 si dimise per gli avvenimenti politici, ma su consiglio di A. von Humboldt fu chiamato a Königsberg come professore e primo bibliotecario. Dal 1858 al 1874 fu relatore e consigliere nel Ministero per il culto a Berlino. Con le sue pubblicazioni cercò di promuovere la critica testuale del Vecchio Testamento e la conoscenza della grammatica ebraica; si servì dei testi accadici e dell'arabo, che, esagerando, credette vicinissimo al semitico primitivo.

Opere di maggior importanza: Emendationen zum Alt. Test. (1826); Zur Topogr. des alt. Jerusalem (1833); Observationen criticae ad Vetus Test. (1836); Hiobkommentar (1852) e Psalmenkommentar (1853), ambedue appartenenti al Kurzgefasstes exegetisches Handbuch di Lipsia (O. colloca la maggior parte dei Salmi al tempo maccabaico); Ueber das Vokalsystem der hebr. Sprache nach der sogen. assyr. Punktation (1865); Beiträge zur Kritik des überlieferten Textes im Buche Genesis (1870). La sua opera principale è il Lehrbuch der hebr. Sprache (1861: I. Laut- und Schriftlehre; II. Formenlehre; il vol. III. Syntax non venne alla luce).
Bibliografia2 opere
Raimondo Köbert
OLSTENIO, LUCA: HOSTE, LUKAS.