OLSHAUSEN, HERMANN

OLSHAUSEN, HERMANN. - Esegeta protestante di atteggiamento positivo in teologia, avversario del razionalismo, idealismo, romanticismo, n. a Oldeshøe (Holstein) il 21 ag. 1796, m. a Erlangen il 4 sett. 1839.

Discepolo di Schleiermacher e Neander a Berlino, ottenne nel 1817 un premio per il suo lavoro composto nel terzo centenario della «riforma»: Melanchthons Charketer aus seinen Briefen dargestellt. Fu nel 1818 ripetitore di teologia a Berlino, nel 1820 libero docente, nel 1821 professore straordinario a Königsberg, nel 1827 ordinario. In questa città dapprima subì l'influsso del pastore Ebel, che cercava di cristianizzare la gnosi dualistica di J. H. Schönherr; ma fin dal 1826 se ne staccò totalmente, per mantenere saldamente la linea di un «cristianesimo biblico». Nel 1834 accettò l'ordinario a Erlangen, dove, sempre malaticcio, visse ancora cinque anni.

Opere di maggiore importanza: Hist. Eccl. veteris monumenta (1820-22); Die Echtzeit der vier kanon. Evangelien aus der Gesch. der zwei ersten Jahrh. erzeisen (1823); Ueber tieferen Schriftsinn (1824); Christus der einzige Meister (1826); Kommentar über sämtliche Schriften des Neuen Test. zunächst für Prediger und Studierende (4 voll., 1830 sgg.); Ueber die frühesten Verhältnisse der röm. Geschichte, in Theol. Studien und Kritik, 11 (1938), pp. 916-62 (contro Chr. F. Baur, sostiene che non può essere considerata leggenda la tradizione che l'apostolo Pietro fu a Roma).

BIBL.: V. OLSHAUSEN, JUSTUS, JUSTUS. Raimondo Köbert