ONESIMO

ONESIMO. - Schiavo fuggitivo, probabilmente frigio e di Colosse (Col. 4, 9), a favore del quale s. FILONE (v.). Il nome di O. (= Utile) era molto comune tra gli schiavi quasi a dire la ragione della loro esistenza. Convertito, fu lato della lettera a Filemone. Paolo lo presenta, con orgoglio, alla comunità di Colosse come «fedele diletto fratello» (Col. 4, 9), e inviandolo a Filemone assicura costui che O., guadagnato a Cristo e divenuto fratello, non sarà il disutile (Philem. 16) e, forse, il ladro (ibid., 19) di prima, ma farà onore al proprio nome.

Dal Nuovo Testamento non si sa altro di lui. Un O. era vescovo di Efeso quando a questa comunità scrisse s. Ignazio martire (Ad Ephes. 1, 3). Infatti i martirologi dicono che lo schiavo convertito da Paolo successe a Timoteo in quella sede (Acta SS. Februarii, II, Anversa 1658, p. 856 sgg.); ma il nome era troppo comune perché si possa concludere all'identità della persona. Le Constituzione Apostol. (7, 46: PG 1, 1056) dicono, invece, che fu costituito da Paolo stesso vescovo di Beren in Macedonia. Secondo altre fonti, avrebbe predicato in Spagna. Non più concordi sono le notizie sul luogo (Roma? Pozzuoli?), sul tempo (sotto Nerone? Domiziano?) e sul genere del martirio. O. impersona quella categoria sociale a cui solo il cristianesimo ha dato libertà e dignità. La Chiesa latina lo ricorda il 16 febbr., la Chiesa greca il 15.

BIBL.: oltre le opere citate sotto filemone, EPISTOLA a, cf.: Acta SS. Februarii, II, Anversa 1658, pp. 856-850; W. Lock, s. V. in Dict. of the Bible, III, p. 622; F. Vigouroux, s. V. in DB, IV, col. 1812 sq.; F. X. Pötzl, Die Mitarbeit der Weltapostels Paulus, Ratisbona 1911, pp. 300-307. Teodorico da Castel S. Pietro