OMOFORIO. - Paramento liturgico, distintivo dei vescovi di rito bizantino, armeno, siro, maronita e copto, è una sciarpa (benda, fascia) di seta, lunga 3 o 4 m., larga 0,25-0,30 m., gettata liberamente sul petto e le spalle sì da lasciar pendere un'estremità davanti e l'altra dietro; presso i Siri e Maroniti però nel mezzo dell'o. è praticata una apertura per lasciare passare il capo, e l'o. si porta a modo di uno scapolare.
L'o. è il corrispondente del pallio latino, con queste differenze: a) mentre il pallio è il paramento distintivo del papa e degli arcivescovi e viene concesso raramente a un vescovo, l'o. è dato oggi a tutti i vescovi dei riti suddetti; b) mentre si può riportare l'esistenza del pallio al sec. v. per l'o. si risale al sec. IV (cf. Isidoro Pelusiota: PG 78, 272) e la sua prima rappresentazione al sec. V; c) la forma del pallio si è cambiata molto, ma l'o. nei riti bizantino, armeno e copto ha conservato la forma antica. Secondo una nuova ipotesi l'origine dell'o. dovrebbe ricercarsi nel pallio grande e piccolo dei monaci (cf. Sinodo di Gangra [340-341], can. 12). - Vedi tav. VI.
Tav. VIOMOFORIO BIZANTINO con sacre scene, in ricamo, probabilmente del sec. XIII. Croce in alto a sinistra: Natività, Annunciazione, Battesimo. Croce in alto a destra: Festa di tutti i Santi, Trasfigurazione, Palme. Croce in basso a sinistra: Crocifissione, Presentazione, Dormitio Virginis. Croce in basso a destra: Resurrezione, Ascensione, Pentecoste. In alto a destra, sotto la croce: Immagine di Cristo Re del Re. Nelle strisce orizzontali: Il carro della gloria del Signore trionfante. Iscrizione, da sinistra a destra: «Questo o. è del Sacratissimo Metropolita dell'Antico Patrasso, più che Venerabile, ed Esarca di tutta l'Acala, Don Teofane nell'anno 7126 indizione 1ª apr. e di Cristo 1618». Quest'ultima data si riferisce al momento in cui l'o. venne in possesso del Metropolita di Patrasso - Grottaferrata, abbazia - Tesoro.(fot. Vasari)Bibliografia6 opereA. J. Butler, The ancient Coptic Churches of Egypt, II, Oxford 1884, pp. 143-62; P. Bernardakis, Les ornementes liturg. chez les Grecs, in É
BIBL.: A. J. Butler, The ancient Coptic Churches of Egypt, II, Oxford 1884, pp. 143-62; P. Bernardakis, Les ornementes liturg. chez les Grecs, in Échos d'Orient, 3 (1902), p. 133 sgg.; J. Braun, Die liturgische Gesandung, Friburgo in Br. 1907, pp. 664-74; J. Muyldermans, Le costume liturg. arménien (estratto da Muséon), Lovanio 1926, pp. 286-90; A. Raes, Introd. in liturgiam orient., Roma 1947, pp. 238-40; B. Stefanides, Η τών αδραστρολογικών εὐθυμάτων τοῦ βυζαντίου ἐπιδράσις ἐπὶ τῶν ἀρχιερατικῶν ἀμσίων, in Θεολογία, 21 (Atene 1950), pp. 23-24.
Raes, Alfonso. “Omoforio.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, col. 124. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/omoforio.
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Raes, Alfonso. “Omoforio.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, col. 124. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/omoforio.
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