OMOIUISIANI (OMEUSIANI, SEMIRIANI)

OMOIUISIANI (OMEUSIANI, SEMIRIANI). - Furono seguaci della dottrina ariangeggiante, che rigetta la consustanzialità del Figlio, per non accordargli che una natura simile (ὁμοιοσύσιος) a quella del Padre.

ARIANESIMO (v.) non finì con il Concilio di Nicea (325), ma mediante l'appoggio di Costanzo prima, di Valente poi riuscì a mantenersi ancora forte e minaccioso, dando origine a tre principali correnti eretici: quella degli anomei, degli omei e degli o. Gli anomei erano ariani puri, i quali appunto sostenevano che il Figlio è in tutto dissimile (ἀνόμοιος) dal Padre. Gli omei, poco o punto curanti di questioni dottrinali, si accontentavano d'una formola vaga, che non precisava nulla: il Figlio è simile (ὁμοιος) al Padre. Gli o. invece da un lato non accettavano il consustanziale (ὁμοιοσύσιος) per orrore del sabilianismo, dall'altro non si sentivano di proclamare il Figlio addirittura dissimile (ἀνόμοιος) dal Padre; insegnavano pertanto che il Figlio è simile al Padre in tutte le cose, anche quanto all'essenza (ὁμοιοσύσιος). Erano in fondo quasi tutti ortodossi, per quanto concerne la divinità del Verbo, e non differivano dai cattolici che per il termine ὁμοιοσύσιος da essi sostituito all'ὁμοιοσύσιος di

Nicea nell'intento di dare il dovuto risalto alla distinzione personale, che alcuni niceni puri, nel calore della lotta, avevano alquanto trascurato. Lo stesso s. Atanasio e s. Ilario si mostrarono concilianti nei loro confronti. Più tardi però un gran numero di essi caddero nell'eresia pneumatoma o macedonianismo.

Bibl.: J. Gummerus, Die homousianische Partei bis zum Tode des Konstantius, Lipsia 1900, pp. 120-130, 186-96; G. Rasneur, L'homousianisme dans ses rapports avec l'orthodoxie, in Rev. d'hist. ecclés., 4 (1903), pp. 189-206, 411-31; F. Savio, La questione di papa Liberio, Roma 1907, p. 52 sqq.

Emauelle Chiettini