ONOFRIO, SANTO

ONOFRIO, santo. - Eremita della Tebaide d'Egitto, m. verso la fine del sec. IV o al principio del V (la data 375 non ha fondamento).

La sua festa nella Chiesa latina è celebrata il 12 giugno e in quella orientale il 10 giugno. L'unica fonte cui si può attingere è la biografia lasciata da Pafnuzio, pas

sata nei Sinassari. Le circostanze che accompagnano la vita di O. sono in gran parte favolose. Entrato nel monastero di Ermopoli e udita la vita del profeta Elia e di S. Giovanni Battista, si sarebbe entusiasmato per la vita ermetica e, ritiratosi nel deserto, vi sarebbe vissuto 60 anni senza vedere faccia di uomo, se non Pafnuzio, il quale lo assiste in morte. Il suo culto fu portato in Italia (S. O. al Gianicolo, in Roma), Francia, Germania e Spagna al tempo delle Crociate. L'arte, ispirandosi alla descrizione lasciataci da Pafnuzio, lo rappresenta sia nell'atto di ricevere la s. Comunione per mano di un angelo, sia in orribili forme, irsuto, vestito di erbe selvaggere, ecc.

**

BIBL.:** PL 73, 211-220; gli Acta SS. Junii, III, Parigi, Roma 1867, pp. 16-30 contengono la Vita di O. lasciataci da Pafnuzio; Synax. Constantinopol., col. 745 sq.; BHG 191; W. E. Crum, Discours de Piscinius sur st Onuphre, in Rev. de l'Orient, chrétien, 10 (1915-17), pp. 38-67; P. Cheneau, Les Saints d'Egypte, II, Gerusalemme 1923, pp. 123-30; K. Künstle, Ikonographie der christlichen Kunst, II, Friburgo in Br. 1928, pp. 479 sq.