ONOFRI, Vincenzo. - Scultore bolognese, ricordato per la prima volta nel 1493 per il pagamento di due statue del b. Alberto Magno e di Raimondo di Peñafort in S. Domenico a Bologna; se ne ha notizia fino al 1524.
Svolge la sua attività quasi esclusivamente a Bologna dove rimangono le sue opere più importanti. Nel Morotio in S. Petronio, firmato «Vincentius de Bononia fecit», gruppo in terracotta simile a quello di Niccolò dell'Arca in S. Maria della Vita, si accosta al maestro, pur temperandone i modi per influenza dello Sperandio e del Francia, ai dipinti del quale si avvicina soprattutto nella ancona policroma con la Vergine, s. Lorenzo e s. Eustachio in S. Maria dei Servi (1503). Non mancano nelle sue opere influenze estranee all'ambiente bolognese: il tentativo di assimilarne forme toscane, a lui giunte attraverso Francesco di Simone Ferrucci, è palese nel famoso monumento funebre, in terracotta e marmo, a Cesare Nacci, vescovo di Amelia, in S. Petronio (1504), forme che divengono dure, quasi metalliche, profondamente scavate: permane tuttavia, soprattutto nei particolari decorativi, una ricerca di eleganza e di finezza che lo avvicina ai modelli toscani.
Questi ritornano ancora nel monumento sotto l'organo, sempre in S. Petronio (1505), e in quello eseguito per Antonio Busi, dopo il 1506, a Poggio a Persiceto presso Bologna. Non tutti gli studiosi accettano l'attribuzione all'O. del busto del Beroaldo (Bologna, S. Mar-tino). Altre opere attribuitegli sono nella Galleria Davia-Bargellini a Bologna, nella Gliptoteca di Monaco, al Louvre a Parigi.