ONORIO IV, PAPA. - Giacomo Savelli, cardinale diacono del titolo di S. Maria in Cosmedin, papa dal 1285 al 1287. Fu eletto all'unanimità, soli quattro giorni dopo la morte di Martino IV, il 2 apr. 1285, ordinato sacerdote il 19 maggio e incoronato il giorno successivo. Nipote di Onorio III, fratello d'uno dei due senatori Savelli, godette l'amicizia dei Romani e risiedette pacificamente nel Vaticano, indi sull'Aventino. La conoscenza che aveva delle cose d'Italia (Urbano IV l'aveva nominato prefetto in Toscana e capitano del suo esercito) gli permise di ottenere da Firenze e da Bologna l'abolizione delle leggi contro il clero; tolse l'interdetto lanciato da Martino IV contro Venezia, ostile a Carlo I d'Angiò.
Per temperamento ed anche per la malferma salute (era affetto da gotta), fu un tipo conciliativo. Se da una parte annullò la rinuncia alla Sicilia, firmata da Carlo I d'Angiò in prigione, come contraria ai diritti della S. Sede, e incoraggiò la guerra contro gli Aragonesi; d'altra parte diede ai Siciliani una costituzione più mite del regime angioino, e accettò la mediazione di Edoardo I in favore d'Alfonso d'Aragona.
Riservato nei riguardi dell'Impero, differì a tempo indeterminato l'incoronazione di Rodolfo d'Ausbrogo.
Gli Ordini mendicanti ebbero confermati da lui i loro privilegi, nonostante le ostilità del clero secolare, raccolto in Concilio nazionale a Parigi; l'Università non prese posizione. Il Papa, riconoscente ai suoi vecchi maestri, favorì la creazione di cattedre di lingue orientali, per facilitare l'unione delle Chiese orientali e la conversione degli infedeli. Continuava così l'opera di Gregorio X, che egli aveva accompagnato nel Concilio di Lione.