ORATORIO DELL'ETERNA SAPIENZA. - Associazione o Compagnia di ecclesiastici e laici desiderosi di più intensa vita spirituale, nata e fiorita a Milano (inizi del 1500) per opera di mons. G. A. Bellotti, ravennate, il quale, trasferitosi in Francia, era stato fatto commendatario dell'abbazia di S. Antonio (Grenoble).
L'O. ebbe sede presso il monastero delle Agostiniane di S. Marta, ov'era priora la ven. Arcangela Panigarola, che forse ne suggerì il nome, avendo un culto particolare a questo attributo divino personificato nel Verbo. A differenza della Compagnia del Divino Amore, nell'o. milanese non vigeva la disciplina del segreto e il numero dei membri non era limitato. Vi potevano appartenere ecclesiastici regolari e secolari, religiosi e laici dell'uno e dell'altro sesso; e si ricordano tra i membri il card. Gugl. Briçonnet; Giac. Simonetta, vescovo di Pesaro, poi cardinale; Fr. Simonetta, vescovo di Perugia; mons. Franc.
ORATORIO DELL'ETERNA SAPIENZA - ORAT. SEC. DI S. FILIPPO NERI

(per cortesia del Seminario di S. Sulpizio - Parigi)
L'istituzione però non ebbe lunga vita. La peste del 1524, la morte della Panigarola (16 genn. 1525), la sconfitta di Francesco I (24 febbr. 1525), la partenza del Bellotti, rifugiatosi a Crema, assottigliarono le file e diminuirono l'attività dell'O., che era stato fino allora sotto la protezione della Francia. Calmate alquanto le passioni politiche, il Bellotti poté tornare a Milano; ma nell'ott. del 1528 morì. Gli subentrò nella direzione dell'o. della E. S. mons. Landini, poi vescovo di Laodicea, che, morto nel 1533, non risulta abbia avuto un successore. Ma forse, di fatto, anche prima la confraternita non esisteva più o erasi trasformata. È certo che con l'approvazione (18 febbr. 1533) dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) non si fa più cenno dell'o. milanese; il che rende probabile la tesi del p. Mazenta che la Confraternita, per opera specialmente dello Zaccaria e dei suoi compagni, si trasformasse nelle famiglie religiose dei Chierici Regolari di S. Paolo e delle Angeliche e nell'Associazione dei maritati. Esse hanno fra loro così intimi rapporti che suppongono un'origine comune.
Ludovica Torella, Milano 1686, p. 30 (attesta l'origine delle Angeliche dall'o. dell'E. S.); O. Premoli, Storia dei Barnabiti nel Cinquecento, Roma 1913, pp. 407-15. Luigi Manzini