ORATORIO DELL'ETERNA SAPIENZA

ORATORIO DELL'ETERNA SAPIENZA. - Associazione o Compagnia di ecclesiastici e laici desiderosi di più intensa vita spirituale, nata e fiorita a Milano (inizi del 1500) per opera di mons. G. A. Bellotti, ravennate, il quale, trasferitosi in Francia, era stato fatto commendatario dell'abbazia di S. Antonio (Grenoble).

L'O. ebbe sede presso il monastero delle Agostiniane di S. Marta, ov'era priora la ven. Arcangela Panigarola, che forse ne suggerì il nome, avendo un culto particolare a questo attributo divino personificato nel Verbo. A differenza della Compagnia del Divino Amore, nell'o. milanese non vigeva la disciplina del segreto e il numero dei membri non era limitato. Vi potevano appartenere ecclesiastici regolari e secolari, religiosi e laici dell'uno e dell'altro sesso; e si ricordano tra i membri il card. Gugl. Briçonnet; Giac. Simonetta, vescovo di Pesaro, poi cardinale; Fr. Simonetta, vescovo di Perugia; mons. Franc.

ORATORIO DELL'ETERNA SAPIENZA - ORAT. SEC. DI S. FILIPPO NERI

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ORATORIO DI GESÙ E DI MARIA IMMACOLATA - Ritratto di Pierre de Bérulle, tela di Philippe de Champagne - Parigi, Seminario di S. Sulpizio.
(per cortesia del Seminario di S. Sulpizio - Parigi)
Landini, suffraganeo dell'arcivescovo di Milano; Gastone e Odetto di Foix, detto Lautrec; Massimiliano e Francesco II, duchi di Milano; lo stesso re di Francia Francesco I di Valois; specialmente i tre fondatori dei Barnabiti, Gioac. Ant. Morigia, Bart. Ferrari, S. Ant. M. Zaccaria, e Ludovica Torelli, contessa di Guastalla. La vita interna dell'Associazione e l'attività dei suoi membri non sono note. Che si esercitassero nell'assistenza degli infermi è confermato dall'esempio di mons. Landini, del Ferrari e del Morigia, i quali si prodigarono durante la peste del 1524. Secondo il gesuita Rosignoli, biografo della Torelli, scopo dell'o. della E. S. era « difender la fede cattolica in quei tempi pericolosi, impedire i vitti scandalosi che andavano serpendo; promuovere la frequenza dei SS. Sacramenti, ritirare in sicuro le zitelle pericolanti, sovvenire a' poveri, e agl'infermi » (op. cit. in bibl., p. 30).

L'istituzione però non ebbe lunga vita. La peste del 1524, la morte della Panigarola (16 genn. 1525), la sconfitta di Francesco I (24 febbr. 1525), la partenza del Bellotti, rifugiatosi a Crema, assottigliarono le file e diminuirono l'attività dell'O., che era stato fino allora sotto la protezione della Francia. Calmate alquanto le passioni politiche, il Bellotti poté tornare a Milano; ma nell'ott. del 1528 morì. Gli subentrò nella direzione dell'o. della E. S. mons. Landini, poi vescovo di Laodicea, che, morto nel 1533, non risulta abbia avuto un successore. Ma forse, di fatto, anche prima la confraternita non esisteva più o erasi trasformata. È certo che con l'approvazione (18 febbr. 1533) dei Chierici Regolari di S. Paolo (Barnabiti) non si fa più cenno dell'o. milanese; il che rende probabile la tesi del p. Mazenta che la Confraternita, per opera specialmente dello Zaccaria e dei suoi compagni, si trasformasse nelle famiglie religiose dei Chierici Regolari di S. Paolo e delle Angeliche e nell'Associazione dei maritati. Esse hanno fra loro così intimi rapporti che suppongono un'origine comune.

BIBL.: G. A. Mazenta (m. nel 1639), Hist. de origine Congr. Clericorum Regularium S. Pauli (Archivio di S. Carlo ai Catinari); C. G. Rosignoli, Vita e virtù della Cont. di Guastalla,

Ludovica Torella, Milano 1686, p. 30 (attesta l'origine delle Angeliche dall'o. dell'E. S.); O. Premoli, Storia dei Barnabiti nel Cinquecento, Roma 1913, pp. 407-15. Luigi Manzini

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“ORATORIO DELL'ETERNA SAPIENZA.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 146. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/oratorio-dell-eterna-sapienza.