ORSIINI, FAMIGLIA. - Le origini della famiglia O. di Roma si fanno risalire ad un PIETRO vissuto nel sec. XII, padre di GIACINTO, cardinale di S. Maria in Cosmedin, e di un BOBONE; padre questi di un ORSO per cui nel sec. XIII la sua discendenza è detta «de domo filiorum Ursi». Nipote di questo Orso fu MATTEO ROSSO cui la famiglia è debitrice della sua prima fortuna e celebrità. Egli difese nella lotta contro Federico II imperatore le parti di Gregorio IX, che lo costituì senatore di Roma nel 1241, e seppe sostenere l'assedio ed impedire a Federico l'accesso a Roma. Morì il 13 ott. 1240, dopo aver legato la fortune della sua casa con quelle di parte guelfa in opposizione ai Colonna capi della fazione ghibellina; sebbene, per un momento, i figli di suo fratello NAPOLEONE figurino a capo dei ghibellini durante l'impresa di Corradino di Svevia (cf. F. Savio, Niccolò III, in Civ. Catt., 1894, I, p. 137). Questo primo Napoleone fu il capostipite degli O. di Viterbo, dei conti di Tagliacozzo, dei duchi di Gravina e dei duchi di Bracciano (ibid., II, p. 31). Matteo Rosso fu padre di GIOVANNI GAETANO Niccolò III (v.), di NAPOLEONE e di GENTILE che fu senatore di Roma nel 1240. Di questo Gentile fu figlio quel MATTEO ROSSO che Urbano IV nel maggio 1262 creò cardinale di S. Maria in Portico e morì il 4 sett. 1305. Egli condusse le trattative con Carlo d'Angiò, fu a capo della parte guelfa contro i due cardd. Colonna Giacomo e Pietro, protettore dei Frati Minori e delle Clarisse, rettore del Patri-monio di S. Pietro, uno dei più eminenti personaggi a Roma nella età sua. Un altro MATTEO ROSSO, fratello di Niccolò III, fu senatore di Roma nel 1278 e
1279 e poi nel 1288, capostipite degli O. di Monteporto e dei conti di Manopello.
Niccolò III creò il 12 marzo 1278 cardinale diacono di S. Eustachio suo fratello GIORDANO (m. nel 1287), che non fu personaggio di speciale rilievo, insieme con il domenicano Latino Malabranca, figlio di sua sorella Mabilia. Figli di Gentile O. e nipoti di Niccolò fu non ORO e BERTOLDO. O. che ebbero pure larga parte nelle vicende di quegli anni. Orso fu rettore del Patrimonio e capostipite degli O. di Soriano e Castel S. Angelo; Bertoldo fu il primo rettore di Romagna dopo che Niccolò III l'ebbe rivendicata da Rodolfo di Asburgo e fu il capostipite degli O. di Nola e Pitigliano e dei principi di Taranto. Quasi per sostituire nel S. Collegio il defunto card. Giordano, Niccolò IV il 16 maggio creò cardinale diacono di S. Adriano NAPOLEONE, figlio di Rinaldo, fratello di Niccolò III. Orso fratello di lui fu il capostipite degli O. di Marino e Monte Giordano (cf. R. Morghen, Il card. Matteo Rosso O. e la politica papale, in Arch. Soc. romana di Storia patria, 46 [1923], pp. 271-372; C. A. Villemen, Kard. Napoleon O., in Hist. Studien, Berlino 1927, fasc. CLXXII). Come si vede, la famiglia allargava le sue propaggini non solo nelle terre della Chiesa, ma anche in quelle vicine del Regno di Napoli.
Quando il 17 dic. 1295 Bonifacio VIII creò cardinale di S. Lucia in Selci FRANCESCO di Napoleone O. (m. nel 1312), tre erano i membri di quella casa presenti nel S. Collegio: Francesco, Matteo Rosso e Napoleone; fatto ben notevole, considerato il ristretto numero di cardinali che costituivano il S. Collegio.
Nel Conclave di Perugia, cominciato il 18 luglio 1304, il card. Matteo Rosso rappresentava la politica bonificiana, antifrancese, contro il card. Napoleone che, fattosi patrocinatore della candidatura di Bertrando de Got, riusciva a cogliere di sorpresa Matteo Rosso ed a condurla a termine il 5 giugno 1305, dopo di che, il 14 nov., incoronava Clemente V a Lione. Egli, che era stato legato nella Marca, ducato di Spoleto e Perugia (1300) e rettore di Sabina (1301), fu inviato in Italia a procurare la pace (1306-1309); ma ebbe ad accorgersi dell'errore commesso e nel Conclave del 1316 dovette a malincuore accedere all'elezione di Giovanni XXII contro il quale intrigò poi nel 1311; e nel 1334 prese a sostenere Lodovico il Bavaro in opposizione al Papa e alla Francia, d'accordo con i Francesi ribelli. Morì il 23 marzo 1342. Frattanto s'era avuta a Roma nel 1312 la coronazione imperiale di Enrico VII, sostenuto dai Colonna; gli O. erano per Roberto re di Napoli; quindi lotta fra le due famiglie che cessò quando Enrico lasciò Roma e PONCELLO. Fu costituito vicario del re Roberto (1313). Il 18 dic. 1316 Giovanni XXII creò cardinale diacono di S. Teodoro Giovanni di Gaetano O. e lo inviò poi legato in Toscana il 20 luglio 1327, quando Lodovico il Bavaro scomunicato stava già in Italia.
Risorse allora più viva la lotta degli O. con i Colonna, sostenitori del Bavaro, e continuò a lungo; BERTOLDO e FRANCESCO, nipoti del cardinal legato, furono uccisi da Sciarra Colonna nel 1333 e vendicati dal card. Giovanni. Questi morì poi ad Avignone il 27 ag. 1335. Intanto era entrato nel S. Collegio il 18 dic. 1327 il domenicano Matteo O. romano, arcivescovo di Siponto (m. il 18 ag. 1340), e il 17 dic. 1350 Clemente VI creò cardinale diacono
di S. Adriano RAINALDO O. (m. il 6 giugno 1374); ma questi due non furono personaggi di rilievo. A Roma intanto casa O. insieme con i Colonna combatteva contro Cola di Rienzo, e BERTOLDO O. veniva creato senatore con Luca Savelli nel 1347. GIORDANO O., rettore del Patrimonio, assediava Orvieto per la Chiesa nel 1354 contro Giovanni di Vico.
Parte importante ebbero gli O. durante il grande scisma. Gregorio XI aveva creato cardinale di S. Giorgio al Velabro il 30 maggio 1371 quel GIACOMO O., figlio di Roberto conte di Nola, che ebbe parte nella elezione di Urbano VI e poi tanto vilmente consentì all'elezione dell'antipapa Clemente VII, pur senza seguirne con convinzione le parti (m. il 31 aug. 1370). Ciò non ostante Urbano VI si preoccupò di avere rappresentati della potente famiglia baronale nel S. Collegio e nella sua grande creazione del 18 sett. 1378 incluse anche PONCELLO O. vescovo di Aversa (m. il 2 febbr. 1395). Poi nel 1382-85 creò cardinale diacono di S. Maria in Domnica TOMASO O. di Manopello (m. il 10 luglio 1390) e lo costituì legato del Patrimonio; il cardinale riuscì a prendere Viterbo ai signori di Vico.
Invece RINALDO O., conte di Tagliacozzo e fratello del card. Giacomo, si mise con le bande bretoni che militavano per Clemente VII e riprese Orvieto il 22 maggio 1380, sostenne le parti di Luigi d'Angiò contro Carlo di Durazzo di Napoli, prese Spoleto (1385), Corneto (1386) e mirava ormai a formarvi uno Stato, quando fu ucciso all'Aquila il 14 apr. 1390.
Importanza particolare nelle vicende della Chiesa in quegli anni ebbe un altro condottiero: PAOLO O. che militò per Innocenzo VII a Bologna nel 1405, a Roma nel 1406 sotto Gregorio XII, quando si rese di fatto signore della città, che consegnò a re Ladislao nell'apr. 1408, forse d'intesa con lo stesso Pontefice. Poi d'accordo con Giacomo di Tagliacozzo e con altri O. nel 1409 si mise con Luigi II d'Angiò e con Alessandro V, in opposizione ai Colonna ed a re Ladislao, finché fu sconfitto da Braccio di Montone ed ucciso il 5 aug. 1416.
Francesco O. alla morte di Bonifacio IX (1404) aveva assunto la difesa del Campidoglio contro il popolo, respinto tosto dai Colonna.
Intanto Innocenzo VII il 15 giugno 1405 aveva innalzato al cardinalato, insieme con Oddio Colonna (poi Martino V), anche GIORDANO O., arcivescovo di Napoli, figlio di GIOVANNI senatore di Roma. Il cardinale, che fu anch

Orsini, famiglia - Castello O. (1470-85) - Bracciano.
e penitenziere maggiore, ebbe granate per nei Conti di Pisa (1409) e di Costanza, e poi per incarico di Martino V sostenne varie legazioni, condusse la crociata contro gli Ussiti, finché col 1431 fu presso Eugenio IV il principale promotore della politica papale diretta ad abbassare la potenza dei Colonna. Quando morì, il 29 maggio 1438, fu compiunto come il più generoso protettore della sua città. Negli anni seguenti il grande prelato di casa O. fu LATINO, arcivescovo di Trani e abate di Farfa, che Niccolò V creò cardinale il 20 dic. 1448; fu camerlengo e legato all'incoronazione di Ferdinando di Napoli (m. l'11 aug. 1477). BATTISTA O., priore di S. Maria dell'Aventino, divenne nel 1460 gran maestro dei Cavalieri di S. Giovanni e rialzò le sorti dell'Ordine. COSIMO O., arcivescovo di Trani e nipote del card. Latino, fu creato cardinale da Sisto IV, il 15 maggio 1480. Morto lui a Bracciano, il 21 nov. 1481, Sisto IV creò cardinale di S. Maria in Domnica, il 15 nov. 1483, BATTISTA O. figlio di Lorenzo di Monterotondo.
Durante le guerre che turbarono lo Stato della Chiesa negli ultimi anni di Sisto IV, alle quali parteciparono anche le soldatesche di Ferdinando re di Napoli, VIRGINIO e PAOLO O. militarono per la Chiesa insieme con altri della loro stirpe ed attesero insieme a rivendicare i loro diritti sulla contea di Albe e Tagliacozzo contro Lorenzo Coslonna; assistettero poi Sisto IV nella dura vendetta che questi fece sul Colonnese il 30 maggio 1484. Le lotte fra le due famiglie ripresero sotto Innocenzo VIII ma i due O. furono questa volta fra i nemici del Papa, che pareva loro favorevole ai Colonna, ed ebbero bruciate le loro case a Monte Giordano e gravi danni nelle scorrerie nei dintorni dell'Urbe. Pacificati finalmente con il Papa, gli O. riuscirono a mettere Lorenzo de' Medici in buoni rapporti con Innocenzo. Lorenzo infatti aveva per moglie CLARICE O. figlia di Iacopo di Monterotondo, cugina del card. O.; RINALDO O. fratello di Clarice era arcivescovo di Firenze e Lorenzo nel 1487 stringeva il parentado di suo figlio Piero con ALFONSINA cugina di Virginio. Questi era capitano del re di Napoli, mentre Paolo era agli stipendi di Firenze; NICCOLÒ O., conte di Pitigliano, era capitano generale della Chiesa e, grazie ancora ad altri suoi membri, la famiglia era in grado di esercitare grande e minacciosa autorità nelle cose di Roma. Infatti tale potenza parve troppa ad Alessandro VI e ne scoppiò una guerra che fu combattuta intorno a Bracciano e luoghi vicini nel 1496-97: GIAN GIORDANO, figlio di Virginio, fu preso prigioniero a Napoli, dove militava agli ordini del Re, e con lui Paolo, mentre Virginio moriva a Napoli stessa il 18 genn. 1497; conclusa questa guerra, scoppiò nell'ag. quella con i Colonna e durò fino al 1498. Ma ben presto fu chiaro che Alessandro VI voleva lo sterminio di ambedue le famiglie e gli O. aderirono alla congiura.
detta della Magione, diretta contro Cesare Borgia nell’ott. 1502; il 3 genn. 1503, fu imprigionato il card. Battista, che pure era stato fautore dell’elezione di Alessandro e morì in Castel S. Angelo il 22 febbr., si disse allora di veleno; anche l’arcivescovo Rinaldo fu imprigionato il 4 genn.; Paolo e Francesco O. furono strozzati da Cesare il 18 genn.; Gian Giordano si salvò grazie alla protezione del Re di Francia. La famiglia subì un colpo durissimo senza però smettere per questo le inimicizie con i Colonna che minacciarono di compromettere la pace di Roma, sinché il 28 ag. 1511, in occasione di una grave malattia di Giulio II, si giunse ad una pacificazione; si doveva rimettere da ambo le parti ogni ragione di odio, professare fedeltà alla Chiesa ed abbandonare i perniciosi nomi di guelfi e ghibellini, pretesto delle lotte intestine. Lo stesso Gian Giordano che aveva sposato Felice, figlia di Giulio II, si prese l’impegno nel 1512 di pacificare con il Papa i membri della sua famiglia che si erano inimicati con lui. Come la famiglia rivale, gli O. continuarono negli anni seguenti a fornire condottieri e re ad i principi in Italia; basterà ricordare che Niccolò di Pitigliano fu al servizio di Venezia e combatté ad Agnadello nel 1509 e che Lorenzo di Ceri fu capitano di Clemente VII nel triste 1527.
Leone X, ricordando i rapporti di famiglia con gli O., creò cardinale di S. Giorgio al Velabro il 1° luglio 1517 FRANCIOTTO O. di Monterotondo che morì in Curia nel genn. 1534 senza speciale rinnovanza. Paolo IV ricorse all’esperienza di CAMILLO di Paolo O., quando nella guerra contro gli Spagnoli nel 1556-57 pensò a munire Roma (cf. P. Paschini, Distruzioni e fortificazioni di Roma ecc., in Rendiconti della Pontif. accademia di archeologia, 7 [1931], pp. 69-87). Flavio (o Fulvio), uditore della Camera, fu creato cardinale da Pio IV il 12 marzo 1565 e morì nella Curia il 16 maggio 1581. Più tardi Paolo V creò cardinale il 2 dic. 1615 ALESSANDRO O. che morì a 33 anni a Bracciano il 22 ag. 1626. VIRGINIO O., cavaliere di Malta, fu creato cardinale di S. Maria in Portico di Urbano VIII il 16 dic. 1641 e morì vescovo di Tuscolo, a Monte Giordano il 21 ag. 1676. Intanto Clemente X il 22 febbr. 1672 aveva creato card. PIER FRANCESCO dei principi di Gravina e Solofra che il 29 maggio 1724 divenne papa Benedetto XIII (v.).
Benedetto XIV il 9 sett. 1743 creò cardinale di SS. Vito e Modesto DOMENICO O. del ramo d’Aragona. Questi era stato ambasciatore straordinario di Maria Amalia, regina di Napoli, presso Clemente XII, e morì tagli la moglie entrò nello stato ecclesiastico; fu poi ambasciatore di Ferdinando IV di Napoli e protettore di quel Regno. Sotto Clemente XIII, d’accordo con il ministro Tanucci osteggiò aspramente i Gesuiti e durante il seguente Conclave operò secondo le mire dei sovrani borboni, quindi sotto Clemente XIV collaborò con l’Azpuru ed il card. de Bernis per la soppressione dei Gesuiti stessi; non condivideva però le idee del Tanucci sulla costituzione della Chiesa (Pastor, XVI, I e II passim). Morì a Roma il 19 genn. 1789 e fu sepolto al Laterano. La famiglia O. condivide ora con i Colonna l’onore che un suo membro sia principe assistente al Soglio pontificio.