OSNABRÜCK

OSNABRÜCK. - Città e diocesi nella Germania, suffraganea di Colonia. In una superficie di 45.797 kmq. si ha una popolazione di 6.613.146 ab. dei quali 855.692 cattolici distribuiti in 420 parrocchie, servite da 690 sacerdoti diocesani e 24 regolari; ha 14 comunità religiose maschili e 226 femminili (Ann. Pont., 1952, p. 304).

Fu fondata quale stazione missionaria nel 780 ed eretta a diocesi nel 790. Il primo vescovo è Wiho, discepolo di s. Bonifacio, m. nell'804. La diocesi viene citata per la prima volta con sicurezza in una bolla di Carlomagno nell'803. Alla diocesi nell'834 fu annessa la stazione missionaria di Meppen, nell'855 quella di Visbek e nell'860 l'altra di Wiedenbrück. Seguirono vescovi assai attivi che fondarono vasti feudi ecclesiastici. La chiesa principale di O. fu trasformata in cattedrale dal vescovo Egilmaro (m. nel 918), il quale fu anche il primo storiografo di O. Durante il suo governo cominciarono le liti tra i monasteri di Corvey e di Herford ed il vescovo di O. a causa delle decime; esse continuarono sotto uno dei più grandi vescovi di O., cioè Benno II (1068-88), noto per le sue trattative diplomatiche con Gregorio VII a favore di Enrico IV: egli inoltre costruì la parte occidentale del duomo di O. e le cattedrali di Spira e di Goslar. Le liti con le due abbazie ebbero fine sotto il vescovo Filippo von Katzenellnbogen (1141-73). Bruno von Isenburg (1250-58) pose le fondazioni della chiesa di S. Giovanni, finita nel 1292 sotto Corrado II von Rietberg (1269-97).

Egli chiamò a O. gli Agostiniani e i Domenicani e fondò istituti per signore anziane (Domschwesternhaus e St. Johannes-Schwesternhaus). Malgrado la fiorente vita religiosa e l'alta cultura manifestata nei lavori d'oreficeria dal cosiddetto maestro di O. e di altri, la storia della diocesi è piena di liti tra la curia, la nobiltà e i vescovi vicini. Durante il governo del 53º vescovo di O., Erich von Braunschweig (1508-32), Lutero promulgò le sue tesi in Wittenberg. Il vescovo, però, respinse energicamente la sua dottrina. Il suo successore, invece, Francesco di Waldeck (1533-53), fece compilare dal soprintendente Bonnos di Lubecca un regolamento ecclesiastico « evangelico » nel quale fu soppressa la S. Messa. Questo regolamento fu obbligatorio nel 1544 per tutta la diocesi. Il clero secolare ubbidì, ma il Capitolo della Cattedrale respinse tale regolamento. Nel 1547 il vescovo si unì alla unione di Schmalkalden che ebbe per conseguenza l'ingresso delle truppe imperiali in O. Paolo III chiamò, purtroppo senza successo, il vescovo a Roma per giungere ad una soluzione soddisfacente. Di sentimenti schiettamente cattolici fu il successore Johannes von Hoya (1553-74) consigliato da s. Pietro Canisio: ma i vescovi che seguirono inclinarono al protestantesimo. Un cambiamento avvenne sotto Eitel Friedrich von Hohenzollern (1623-25). Egli chiamò i Gesuiti e rimosse i parroci di sentimenti protestanti. Seguì il più celebre vescovo di O. di questa epoca, Franz Wilh. von Wartenburg (1625-61), dal 1661 cardinale. Egli continuò le riforme mediante sinodi diocesani, riconduisse tutta la diocesi al cattolicesimo e nel 1631 fondò in O. una università. La sua opera fu ostacolata dalla invasione svedese (1633-50). Con la pace di Vestfalia (1648) i vescovi di O. ottennero 30 parrocchie e 20 i protestanti. La diocesi perdette la contea di Lingen e Westervald a favore della diocesi di Deventer, ed un'altra parte alla diocesi di Münster. Nel 1802 la diocesi subì la secolarizzazione, durante la quale funzionò un amministratore apostolico nella persona di Clemens von Gruben. Nel 1857 fu eletto vescovo P. Melchers, già vescovo di Münster, e dal 1866 arcivescovo di Colonia. Dal 1914 ad oggi (1951) è vescovo di O. Wilhelm Berning, presidente dell'Unione di S. Raffaele (Assistenza d'emigrazione) ed incaricato dalla S. Sede per la direzione della cura d'anime di lingua tedesca nei paesi oltreoceano e nell'Europa orientale.

BIBL.: J. Möser, O. 'sche Gesch., Berlino 1819; Z. C. B. Stüve, Gesch. des Hochstiftes O., Osnabrück 1853; J. Hindenburg, Benno II. als Architekt, Strasburgo 1921; F. Witte, Der Domschatz zu O., Osnabrück 1925; K. Seling, Das Bistum O., ivi 1934; W. Berning, Das Bistum. O. von Einführung des Reformation (1543), ivi 1940. Bruno Wüstenberg
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“OSNABRÜCK.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 267. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/osnabruck.