PAFNUZIO il Grande, santo. - Vescovo, m. ca. il 360. I Copti ne celebravano la memoria il 9 febr. e il 10 maggio. Nel Martirologio romano è commemorato l'11 sett.
Rufino (Hist. eccl., X, 4) scrive che P. era egiziano, senza indicare il paese nativo. Del periodo della sua gioventù nulla si sa con certezza. Durante la persecuzione di Massimino, fu condannato alle miniere (ca. il 308); su altri particolari delle pene cui sarebbe stato sottoposto gli storici non sono d'accordo. Quando fu liberato (ca. il 311), si ritirò a vita monastica sotto la disciplina di s. Antonio, sul cosiddetto «Monte esterno». La sua qualità di «confessore» gli valse grande stima sia presso Costantino il Grande che presso i padri del Concilio di Nicea (325), come attestano diversi storici (cf., p. es., Eusebio, Hist. eccl., I, 4). In questo Concilio sostenne la tesi che agli ecclesiastici doveva essere proibito il matrimonio solo dopo l'Ordinazione sacerdotale (Sozomeno, Hist. eccl., I, 23; la versione di Socrate, Hist. eccl., I, 11, è poco verosimile, se non addirittura tendenziosa). Nel 335 partecipò pure al famoso Conciliabolo di Tiro, in cui riuscì a staccare s. Massimo dal partito dei meleziani e degli ariani contro s. Atanasio (Rufino, Hist. eccl., X, 18 e Sozomeno, Hist. eccl., II, 25). Tra i vescovi egiziani che sottoscrisero al Concilio di Sardica si leggono tre P.; trattandosi di un nome abbastanza comune e mancando particolari sicuri, non si hanno ragioni sufficienti per credere che il nostro abbia partecipato anche a questo Concilio nel 347.
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PAFNUZIO IL GRANDE - PAGANUZZI GIOVANNI BATTISTA