PAEZ, Pedro. - Gesuita, missionario, n. a Olimedia (diocesi di Toledo), m. a Gorgorà (Etiopia) il 20 maggio 1622.
Entrato nell'Ordine nel 1582 e destinato a riprendere la missione di Etiopia, passò a Goa nel 1588; nel 1589 prese a risalire, travestito da armeno, l'Asia occidentale, ma fu fatto prigioniero e portato come schiavo a Janaa (Yemen), dove rimase fino al 1595, quando venne trasferito a Moca. Riscattato, dovette tornare a Goa. Rispreso il tentativo di raggiungere l'Abbisinia nel 1603, sbarcò finalmente a Massaua.
L'opera sua infaticabile di 19 anni gli meritò il titolo di «secondo apostolo dell'Etiopia». Gli riuscì, infatti, di guadagnare alla causa dell'unione con Roma il negus Attaf Sagad (Za-Denghel); trucidato questo (1604) dal popolo sobbilato dai monaci, appunto perché favorevole all'unione, guadagnò alla causa il successore Malak Sagad II; ma trucidato anche questo per lo stesso motivo, il P. continuò a lavorare così bene con il successore Malak Sagad III o Seltan Sagad, da risolverlo ad abiurare gli errori di Eutiche, a farsi ricevere nella Chiesa cattolica e a trattare con il Papa l'unione (1622). Sotto Seltan Sagad, l'Etiopia divenne in gran parte cattolica. Il P., che eresse a Gondar il castello reale, ebbe in dono a Gorgorà un tratto di terra per fondarvi una residenza missionaria. Altre anche se ne fondarono altrove con chiese e campelle. Il P. è anche il primo europeo che scoprì le sorgenti del Nilo Azzurro (contro l'asservizio di J. Bruce, che nel suo libro: Travels to discover the Source of the Nile [III, Edimburgo-Londra 1790, p. 615 sgg.]) l'attribuisce a sé; la sua relazione De origine Nili (1618) fa parte della sua Historia Aethiopiae (Beccari, op. cit. in bibl., II, pp. 255-63) e fu pubblicata in A. Kircher, Mundus subterraneus (Roma 1665, p. 72 sgg.) e Oedypus Aegyptiacus (I, 1615, pp. 57-59; cf. Beccari, op. cit. in bibl., I [1903], pp. 269-75). Scrisse inoltre: Historia Aethiopiae, edita da C. Beccari, ibid. (II-III, Roma 1905-1906); opera di gran pregio etnografico, storico e religioso.