PAOLINO, PATRIARCA D'AQUILEIA

PAOLINO, patriarca d'AQUILEIA, santo. - N. nel Ducato longobardo del Friuli nella prima metà del sec. VIII, m. a Cividale l'11 genn. 802. Quale artis grammaticae magister, conoscitore di Virgilio e di Ovidio, di Sedulio e Boezio, fu da Carlomagno, dopo il 774, chiamato alla Scuola palatina in Francia e si legò in amicizia con Alcuino e gli altri di quel gruppo. Da Ivrea Carlo il 17 giugno 776 gli fece donazione di beni confiscati a Longobardi ribelli, e lo nominò nel 787 patriarca d'Aquileia; P. ebbe gran parte negli avvenimenti di quegli anni, anzitutto nella lotta contro gli errori adozianisti di Elipando di Toledo e di Felice di Urgel.

Partecipò infatti al Concilio di Ratisbona (792) ed a quello più solenne di Francoforte del 794, per il quale scrisse il Libellus sacrosyllabus contra Elipandum; ad invito di Carlo scrisse nel 799-800 i Libri III contra Felicem (di essi presentò un nuovo ordine dom A. Wilmart nel suo L'ordre des parties dans le traité de Paulin d'Aquilee contre Felix d'Urgel, in The Journal of theological studies, 39 [1938], n. 153, pp. 22-37). Un Liber exhortatorius di impronta ascetica indirizzò all'amico Erico duca del Friuli. Quale conclusione delle guerre di Carlo contro gli Avari degli anni 791-96, P. partecipò con Armone (v.), arcivescovo di Salisburgo, alla Conferenza sul Danubio per provvedere alla conversione di quelle genti. Poi nell'autunno 796 tenne a Cividale un concilio provinciale in cui propose una spiegazione del Simbolo, trattò della questione del Filioque ed emanò 14 importanti canoni di riforma. P. sfoggia volentieri gli artifici retorici delle scuole d'allora con lingua affettata, immagini e frasi magniloquenti; conobbe la metrica classica e ne usò, sia pure con frequenti licenze. Verso il 798 compilò una

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(da G. Occchelli, I monumenti del Friuli del sec. IV all'XI, I, Milano 1943, inv. M.) PAOLINO, PATRIARCA D'AQUILEIA, santo - Frammento dell'iscrizione sepolcrale di P. - Cividale, Duomo.
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PAOLINO, PATRIARCA D'AQUILEIA, santo - S. P. (a destra). Particolare della pala d'argento dorato, donata dal patriarca Pellegrino II (1195-1204) - Cividale, Duomo.
(per cortesia della Soprintendenza ai Monumenti)
Regula fidei in 151 esametri ed Alcuino fa cenno di opere poetiche da lui inviategli; sono noti i due ritmi sulle rovine di Aquileia ed in morte di Erico. Walafrido Strabone (m. nell'849) riferisce che P. «spesso e soprattutto nelle Messe private, al momento dell'immolazione dei Sacramenti abbia fatto cantare inni composti da lui o da altri» (PL 114, 954) e lo stesso P. ne fa cenno nel can. VI del Concilio forogiuliense; ma quanto viene a lui attribuito in questo campo è ancora controverso; più sicuri sono l'inno sul Natale ed i versi su Lazzaro; di alto valore poetico l'inno sulla Risurrezione, lodato dal Carducci.

Opere: PL 114, 100. Per i versi cf. E. Dummler, in MGH, Poëtae lat. aevi Carol., I, pp. 123 sgg.; K. Strecker, ibid., IV, p. 462; A. Wilmart, L'hymne de Paulin sur Lazare dans un manuscrit d'Autun, in Rev. bénédictine, 34 (1922), pp. 27-45, che gli attribuisce anche i versus de Jacob et Joseph; K. Strecker, Der Lazarus rythmus des P. V. A., in Neues Archiv ecc., 47 (1927), pp. 143-58.

BIBL.: C. Giannoni, Paulius II. patriarch von Aquileia. Vienna 1896; G. Ellero, S. P. d'A., Cividale 1901. Miscellanea di studi storici e ricerche critiche, ricorrendo l'XI centenario della morte di P., Milano 1905; P. Paschini, S. P. patriarca e la Chiesa Aquileiese alla fine del sec. VIII, Udine 1906; Manitius, I, pp. 368-70. Pio Paschini
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“PAOLINO, PATRIARCA D'AQUILEIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 440. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/paolino-patriarca-d-aquileia.