PARATO, GIOVANNI e ANTONINO. - GIOVANNI, maestro e pedagogista, n. a Sommariva Bosco (Cuneo) nel 1816, m. a Torino nel 1874. Ordinato sacerdote a Roma, fu professore di retorica nel Lazio; nel 1848 passò a Torino, dove fervevano le discussioni per l'organizzazione delle scuole elementari.
Nominato maestro, si dedicò a stendere vari testi per gli alunni delle diverse classi seguendo il metodo programmato di Eserizi graduati; Composizioni italiane; Grammatica italiana per le elementari superiori, Compendio per le inferiori; Grammatica normale teorica e applicata, per le scuole magistrali, ginnasiali e tecniche, con la collaborazione di C. Mottura; Manuale per il maestro; Storia romana; Storia sacra; libri che manifestano l'arte pedagogica e didattica dell'autore e che tennero per un quadro di secolo il primato nelle scuole; soprattutto la Storia sacra divenne uno dei testi più popolari. Per i maestri fondò nel 1864 la rivista: Guida del maestro elementare italiano, dapprima per facilitare al maestro l'applicazione pratica degli insegnamenti universitari di Torino; poi aggiungendo una rassegna bibliografica e la discussione delle leggi e delle questioni scolastiche del giorno. Fu questo uno dei primi tentativi, in Italia, di stampa periodica per guidare i maestri nel disimpegno del loro compito. Non dimenticò i maestri rurali, per cui stabilii premi e previdenze; e alla sua morte beneficiarono del suo patrimonio l'asilo di Carmagnola, gli Artigianelli di Torino e il Collegio di Assisi per gli orfani dei maestri.
ANTONINO, valido coadiutore del fratello Giovanni, n. a Cuneo nell'ag. 1823, m. a Torino nel 1908. Dopo aver insegnato retorica in vari istituti, fu nel 1854 chiamato a Torino come professore aggregato alla Università e nel 1861 inviato dal ministro De
Sanctis in Campania come ispettore e organizzatore delle scuole elementari e secondarie.
Tornato a Torino, collaborò con il fratello alla Guida del maestro italiano e dopo la morte di lui ne prese la direzione fino al 1897. La scuola primaria e secondaria gli deve una bella serie di libri scolastici utili ed educativi (Libro di lettura; Storia d'Italia; L'Uomo, ecc.) e la pedagogia il prezioso volume: La scuola pedagogica nazionale. Studi educativi, teorici e pratici (Torino 1885), dove esalta la necessità di seguire la tradizione pedagogica italiana, dell'insegnamento religioso, dell'idea nazionale, della cura della famiglia, prima scuola e prima società a cui compete il dovere di educare; confutando poi la sedicente psicologia scientifica positivista, allora trionfante, in favore dello spiritualismo italiano tradizionale. In Gli asili d'infanzia di Torino in 60 anni di vita dà notizie assai preziose per la storia dell'istruzione nella seconda metà del secolo passato.