PARLAMENTO DELLE RELIGIONI A C

PARLAMENTO DELLE RELIGIONI A C. - In occasione dell'Esposizione Universale tenuta a C. nel 1893 si tenne in quella città, organizzato dal ministro protestante J. H. Barrow, un Parlamento delle religioni dall'11 al 27 sett., al quale furono invitati i dignitari delle varie religioni del mondo. Non vi aderirono ufficialmente né l'islamismo né l'anglicanesimo: gli arcivescovi americani dopo qualche esitazione decisero di prendervi parte e incaricarono dell'organizzazione mons. Keane, rettore dell'Università cattolica di Washington, il quale propose anche l'argomento delle dissertazioni (la discussione era esclusa) per i vari giorni del congresso. I temi proposti furono per ciascun giorno i seguenti: Dio, l'uomo, la religione, cioè il rapporto tra Dio e uomo; le varie religioni e loro studio comparato; le scritture sacre; e poi i rapporti della religione con la famiglia, la società, i problemi sociali, le prospettive di riunione dei cristiani, ecc.
Lo scopo del Parlamento secondo C. C. Bonney, direttore dell'Esposizione, e doveva essere inteso come l'unione di tutte le religioni contro l'irreligione.
Presenziarono il congresso, oltre i cattolici, gli oordossi, i protestanti delle varie denominazioni, gli Ebrei, e poi buddhisti, scientisti, confuciani, taoisti, parsi, tutti nei loro paludamenti sacri.
La seduta fu aperta con la recita del Pater noster recitato dal card. Gibbons e seguito da tutti i presenti. Segui nelle varie tornate l'esposizione, naturalmente apologetica, delle varie credenze pur essendo in tutti la preoccupazione di porre in luce più l'elemento morale-unificatore, che non quello dottrinale, discriminatore delle varie credenze. Per l'illustrazione particolare delle varie fedi si tennero sedute in separata sede.
Mons. Keane riassume così i risultati del «Parlamento»: 1) la comparazione delle religioni sbocca nell'affermazione del monoteismo; 2) lo sforzo di unità del mondo logicamente e storicamente si orienta verso la persona storica di Gesù Cristo; 3) la sua Chiesa non deve essere soltanto una federazione di corpi distinti, ma una unità organica, vero corpo mistico di Lui.
Il «Parlamento delle religioni» di C. non ha giovato - come del resto era prevedibile - a unificare le idee né a chiarire speciali punti di vista della storia delle religioni; ma vale ad accentuare il desiderio di unione dei cristiani, patrocinando innanzi tutto l'unione di tutte le chiese protestanti di lingua inglese. Esso propose anche di stabilire vari comitati per assicurare la periodicità di tali riunioni, le quali si tennero infatti, sebbene Leone XIII con una lettera al delegato apostolico consigliasse ai cattolici di radunarsi per loro conto o almeno di assistere a dette riunioni solo in qualità di uditori.

BIBL.: L. P. Mercer, Review of the World's Religions Congresses, Chicago 1893; G. H. Barrow, History of the Parliament of Religions, 2 voll., ivi 1894; E. Comba, Il Parlamento delle religioni, in Nuova Antologia, 50 (1894), pp. 428-51; A. Houtin, L'Americanisme, Parigi 1904, pp. 111-28.