Abitata da coloni venuti dall'Argolide, P. appare per la prima volta in testi letterari del sec. IV a. C. Passò sotto i Seleucidi nel 218 a. C. e nel 188 a. C. si arrese a Manlio Vulso, entrando a far parte del Regno di Pergamo, Verre saccheggiò il tempio di Artemide nell'80-79 a. C. Cicerone, Verr., II, 1, 54 e 4, 71). Sotto l'imperatore Tatico (275-76 d. C.) divenne capitale della Pamphilia secunda.
P. fu un centro cristiano antichissimo dell'Asia Minore; vi si fermò due volte s. Paolo nel suo primo viaggio (Act. 13, 13; 14, 25) e divenne capitale della provincia ecclesiastica della Panfilia. Nel 251 vi furono martirizzati i s. Nestore e Tribinios, ricordati nel Martirologio geronimiano al 25 febb. e dai Greci al 27 e al 28 febbr. Se ne hanno gli atti in greco e in latino (P. Franchi de Cavalieri, in Note agiografiche, fasc. III [Studi e testi, 22], Roma 1901, pp. 115-17; BHL, 6068). Dalle firme apposte nei concili i vescovi di P. conosciuti sono: Epidaurus nel 314, Callikles J Callinicus nel 325, Berinianos nel 431, Epifanio nel 449, Eulogio nel 553 e Giovanni II nell'860.