PERIODEUTE (περιοδευτής, da περί e ἄθος; in latino circuitor, circumriens). - Così fu chiamato il medico ambulante e poi il sacerdote che in nome del vescovo visitava le regioni più distanti. La funzione del p. deriva dal sacerdozio, mentre il corepiscopato proviene dall'episcopato. Tuttavia dopo il Concilio di Sardica (can. 6) il p. sostituì in gran parte il corepiscopo.
Attualmente il p. esiste in vari riti orientali con una funzione che assomiglia molto a quella dei vicari foranei presso i Latini. Non tutti però hanno sempre lo stesso titolo. I Copti lo chiamano «egumeno»; i Ruteni «proto-
presbitero »; gli Armeni « corepiscopo »; i Romeni « protopapa », ecc. La dignità viene conferita talvolta con una benedizione rituale propria (così presso i Copti e i Maroniti) ma talvolta anche con la semplice nomina.
Le attribuzioni del p. non sono le stesse in tutti i riti, perché oltre alla visita delle parrocchie per la vita disciplinare, morale, liturgica e amministrativa che costituisce il suo ufficio principale, è ordinariamente anche lui parroco o esercita qualche altra funzione. I p. sono esaminatori del clero (Calde), costituiscono la prima istanza nei giudizi (Romeni), consacrano battisteri, dedicano chiese e altari (Maroniti), fanno leggere nelle chiese avvisi al popolo. Le onorificenze del p. cambiano secondo il rito.