PERPETUA, FELICITA E COMPAGNI, SANTI, MARTIRI

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PERPETUA, FELICITA e COMPAGNI, santi, martiri. - La Passio Perpetuae et Felicitatis racconta il martirio dei tre catecumeni: Saturo Saturnino e Revocato, di P., una giovane donna di alta famiglia, e della sua schiava F., avvenuto nell'arena di Cartagine il 7 marzo 202.

Durante la persecuzione di Settimio Severo, mentre reggeva la provincia proconsolare d'Africa il procuratore Ilariano per la morte del proconsolo Minucio Timiniano, a Thuburbo minus furono arrestati Vibia P., nobildonna di 22 anni, già sposata e con un bambino lattante, F., schiava, in stato di avanzata gravidanza, Revocato, Saturnino, Secundulo, tutti e cinque catecumeni; qualche giorno dopo fu associato loro anche Saturo, assente al momento dell'arresto, e catecchina dei precedenti. Mentre erano ancora nella custodia privata, i cinque catecumeni ricevettero il Battesimo e P. dovette subire il primo assalto affettuoso del padre che, unico pagano di tutta la sua famiglia, cercava di farla apostata. Trasferiti al carcere, P. vi ebbe una visione in cui le apparve una scala custodita da un gran dragone e cosparsa di ogni specie di armi che ne impedivano ed ostacolavano l'ascesa; P. calando il dragone riuscì a salire e si trovò in un bellissimo posto: capì che avrebbero subito il martirio. Ancora una volta il padre di P. ripetì il tentativo di convincerlo, e lo rinnovò per la terza volta durante l'interrogatorio svolto nel foro al cospetto del popolo: nonostante il suo immenso amore per il padre ed il dolore per la sua costernazione, rimase però sempre forte nella fede. Il giudizio si concluso con la condanna alle fere da eseguirsi negli spettacoli per celebrare l'anniversario del Cesare Geta; in attesa furono perciò ricondotti in carcere. P. ebbe allora visto che le rivelerano che il piccolo fratello Dinocrate, morto a sette anni di un cancro alla faccia, era felice in cielo. Pochi giorni prima dello spettacolo i martiri furono trasferiti nel carcere castrense dove P. ebbe l'ultima visione che la confermò nella prossima vittoria finale, mentre a Saturo la prossima beatitudine eterna apparve in figura di un edificio lucidissimo e profumato in mezzo a un bellissimo giardino. Avvicinandosi il giorno dello spettacolo, pur godendo della prossima vittoria, i martiri erano tristi perché non avrebbero potuto avere con loro F., essendo vietato dalla legge esporre donne nel suo stato; tutti insieme allora pregarono per lei la quale tre giorni prima dell'esecuzione, pur essendo all'ottavo mese di gravidanza, diede alla luce una bimba e mentre si lamentava per i naturali dolori, ad un custode che la motteggiava rispose: «Modo ego patior quod patior; illic autem alius erit in me qui patietur pro me, quia et ego pro illo passura sum». Condotti finalmente nell'antifacto i cinque (Secundulo era già morto in carcere), dopo essere stati flagellati, P. e F. furono esposte ad una vasca inferocita, Saturo, Revocato e Saturnino ai morsi di un leopardo e di un orso; tutti poi furono iugulati al cospetto della folla. Nella Passio sono ancora ricordati altri quattro martiri: Giocondo, Saturnino, Artasio e Quinto già periti precedentemente nella stessa persecuzione, dal che si è talvolta erroneamente affermato che i martiri fossero dieci.

I capp. 3-10 sono scritti da P. stessa, 11-13 sono della mano di Saturo. I primi e gli ultimi capitoli, cioè l'edizione della Passio, sono con grande probabilità da attribuire a Tertulliano. Pare che il testo latino sia l'originale, il testo greco una traduzione, che non è sicuro sia opera di Tertulliano. La Passio è famosa per il racconto delle visioni (scala del paradiso; il buon pastore ecc.) ed è importante anche per le idee del cristianesimo antico sul martirio. La Passio era conosciuta nella Chiesa africana. Ne fanno accenno Tertulliano (De anima, 55, 4); Agostino (Sermons, 280, 281-82; De natura et origine animae, 1-10, 12, ecc.); Evarrationes in psalm., 47, 13); Ps. Agostino (Sermo, 394); Quodvultdeus (Sermo de tempore barbarico; Sermo de IV feria; Tractatus de natale sanctorum P. et Felicitatis); Ps. Fulgenzio (Sermo 70).

BIBL.: I. A. Robinson, The Passion of St. Perpetua (Text and Studies, 1, 11), Cambridge 1801; P. Franchi de Cavalieri, La Passio se. Perpetuae et Felicitatis (Röm. Quartalschr. Suppl., 5), Friburgo in Br. 1806; C.I.M.I. van Beek, Passio se. P. et Felicitatis, I (unico), Nimega 1936, ed. per uso scolastico nel Florilegium patrist., n. 43, Bonn 1938; trad. II. con testo e note di G. Sola, Roma 1921; A. d'Alès, L'auteur de la Passio Perpetuae, in Rev. d'hist. ecclés., 8 (1907), p. 1 sgg.; P. de Labriolle, Tertullien, auteur