Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Agiografia Santi

PERPETUA, FELICITA E COMPAGNI, SANTI, MARTIRI

Festa: 7 marzo

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Noto anche come: tedesco: Perpetua und Felicitas; inglese: Perpetua and Felicitas; francese: Perpétue et Félicité; latino: Passio Perpetuae et Felicitatis, Vibia Perpetua, Perpetua et Felicitas

PERPETUA, FELICITA E COMPAGNI, santi, martiri - P. e F. Musaico del sec. VI - Ravenna, Oratorio dell'arcivescovado.
PERPETUA, FELICITA E COMPAGNI, santi, martiri - P. e F. Musaico del sec. VI - Ravenna, Oratorio dell'arcivescovado.

PERPETUA, FELICITA e COMPAGNI, santi, martiri. - La Passio Perpetuae et Felicitatis racconta il martirio dei tre catecumeni: Saturo, Saturnino e Revocato, di P., una giovane donna di alta famiglia, e della sua schiava F., avvenuto nell'arena di Cartagine il 7 marzo 202.

Durante la persecuzione di Settimio Severo, mentre reggeva la provincia proconsolare d'Africa il procuratore Ilariano per la morte del proconsole Minucio Timiniano, a Thuburbo minus furono arrestati Vibia P., nobildonna di 22 anni, già sposata e con un bambino lattante, F., schiava, in stato di avanzata gravidanza, Revocato, Saturnino, Secundulo, tutti e cinque catecumeni; qualche giorno dopo fu associato loro anche Saturo, assente al momento dell'arresto, e catechista dei precedenti. Mentre erano ancora nella custodia privata, i cinque catecumeni ricevettono il Battesimo e P. dovette subire il primo assalto affettuoso del padre che, unico pagano di tutta la sua famiglia, cercava di farla apostatare. Trasferiti al carcere, P. vi ebbe una visione in cui le apparve una scala custodita da un gran dragone e cosparsa di ogni specie di armi che ne impedivano ed ostacolavano l'ascesa; P. calcando il dragone riuscì a salire e si trovò in un bellissimo posto: capì che avrebbero subito il martirio. Ancora una volta il padre di P. ripeté il tentativo di convincerla, e lo rinnovò per la terza volta durante l'interrogatorio svoltosi nel loro al cospetto del popolo: nonostante il suo immenso amore per il padre ed il dolore per la sua costernazione, rimase però sempre forte nella fede. Il giudizio si conchiuse con la condanna alle fiere da eseguirsi negli spettacoli per celebrare l'anniversario del Cesare Geta; in attesa furono perciò ricondotti in carcere. P. ebbe allora altre visioni che le rivelarono che il piccolo fratello Dinocrate, morto a sette anni di un cancro alla faccia, era felice in cielo. Pochi giorni prima dello spettacolo i martiri furono trasferiti nel carcere castrense dove P. ebbe l'ultima visione che la confermò nella prossima vittoria finale, mentre a Saturo la prossima beatitudine eterna apparve in figura di un edificio lucidissimo e profumato in mezzo a un bellissimo giardino. Avvicinandosi il giorno dello spettacolo, pur godendo della prossima vittoria, i martiri erano tristi perché non avrebbero potuto avere con loro F., essendo vietata dalla legge esporre donne nel suo stato; tutti insieme allora pregarono per lei la quale tre giorni prima dell'esecuzione, pur essendo all'ottavo mese di gravidanza, diede alla luce una bimba e mentre si lamentava per i naturali dolori, ad un custode che la motteggiava rispose: «Modo ego patior quod patior; illic autem alius erit in me qui patietur pro me, quia et ego pro illo passura sum». Condotti finalmente nell'anfiteatro i cinque (Secundulo era già morto in carcere), dopo essere stati flagellati, P. e F. furono esposte ad una vacca inferocita, Saturo, Revocato e Saturnino ai morsi di un leopardo e di un orso; tutti poi furono iugulati al cospetto della folla. Nella Passio sono ancora ricordati altri quattro martiri: Giocondo, Saturnino, Artasio e Quinto già periti precedentemente nella stessa persecuzione, dal che si è talvolta erroneamente affermato che i martiri fossero dieci.

I capp. 3-10 sono scritti da P. stessa, 11-13 sono della mano di Saturo. I primi e gli ultimi capitol, cioè l'edizione della Passio, sono con grande probabilità da attribuire a Tertulliano. Pare che il testo latino sia l'originale, il testo greco una traduzione, che non è sicuro sia opera di Tertulliano. La Passio è famosa per il racconto delle visioni (scala del paradiso; il buon pastore ecc.) ed è importante anche per le idee del cristianesimo antico sul martirio. La Passio era conosciuta nella Chiesa africana. Ne fanno accenno Tertulliano (De anima, 55, 4); Agostino (Sermons, 280, 281-82; De natura et origine animae, 1-10, 12, ecc.; Eucaristiones in psalm., 47, 13); Ps. Agostino (Sermo, 394); Quodvultdeus (Sermo de tempore barbarico; Sermo de IV feria; Tractatus de natale sanctarum P. et Felicitatis); Ps. Fulgenzio (Sermo 70).

Bibliografia18 opere
BIBL.: I. A. Robinson, The Passion of St. Perpetua (Texts and Studies, 1, 11), Cambridge 1891; P. Franchi de Cavalieri, La Passio St. Perpetuae et Felicitatis (Röm. Quartalschr. Suppl., 5), Friburgo in Br. 1896; C.I.M.I. van Beek, Passio St. P. et Felicitatis, I (unico), Nimega 1936, ed. per uso scolastico nel Florilegium patrist., n. 43, Bonn 1938; trad. it. con testo e note di G. Sola, Roma 1921; A. d'Alès, L'auteur de la Passio Perpetuae, in Rev. d'hist. ecclés., 8 (1907), p. 1 sg.; P. de Labriolle, Tertullien, auteur du prologue et de la conclusion de la Passion de P., in Bull. soc. litt. arch. chrét., 3 (1913), p. 126 sq.; id., La crise montaniste, Parigi 1913, p. 338 sq.; A. H. Salomus, Passio 1, P., Helsingfors 1921; H. Delchaye, Les passions des martyrs et les genres littér., Bruxelles 1921, p. 63 sq.; G. Sola, La passione delle ss. P. e F., Roma 1921; F. J. Dölger, Glaubatorschicht und Martyrerblut, Lipsia 1923-24; W. H. Shewring, Prose Rhythm in the Passio Perpetuae, in Journ. Theol. Stud., 30 (1929), p. 56 sq.; F. J. Dölger, Antike Parallelen zum leidenden Zinnerstein in der Passio P., in Antike und Christentum, II, Münster 1930, p. 1 sq.; id., Der Kampf mit dem Arzypter in der P. Vision, ibid., III, Münster 1932, p. 177 sq.; I. Quasten, A Coptic Counterpart of a Vision in the Acts of P., in Byzantion, 15 (1940-41), p. 1 sq.; id., A Roman law of Egyptian Origin in the Passio P., in The Jurist, 1 (1941), p. 193 sq.; E. Rupprecht, Bemerkungen zur Passio ss. Perpetuae et Felicitatis, in Rheinisches Museum, 90 (1941), p. 177 sq. (contro Tertulliano come editore o traduttore della Passio); M. L. von Franz, Die Passio Perpetuae, in C. G. Jung, Aion. Psychologische Abhandlungen, VIII, Zurigo 1951. Erik Peterson-Agostino Amore

CULTO

Il gruppo fu assai venerato nell'antichità, specie a Cartagine dove fu il loro sepolcro sul quale venne eretta la « basilica Maiorum », come attesta Vittore di Vita (De Persecutione Fundalica, 1, 3); il luogo fu identificato dal p. Delattre, il quale nel 1907 vi rinvenne l'iscrizione « hic sunt martyres Saturnus Saturninus Rebo-catus Secundulus Felicitas Perpetua, Bas..., Maiulus » (Comptes-vendus de l'Académie des Inser. et Belles Lettres, 1907, pp. 176, 193-95) e nel 1929 la « confessio » della Basilica stessa (La confessio della Basilica Maiorum, in Risc. di arch. crist., 7 [1930], p. 303). S. Agostino tenne molte omelie in detta Basilica (Sermones, 34, 165, 258, 294); contro l'abuso della lettura della loro Passio nelle adunanze liturgiche egli ammonì che essa non era un libro liturgico (De anima et eius origine: PL. 44, 481). Le due martiri P. e F. sono ricordate in Roma nella metà del sec. IV nella « depositio martyrum » al 7 marzo e i loro nomi vennero inseriti nel canone (V. L. Kennedy, The Saints of the Canon of the Mass, Roma 1938, pp. 162-164). Esse vennero rappresentate in Ravenna nella cappella di S. Andrea, oggi detta arcivescovile, e tra le martiri in S. Martino « in caelo aureo » oggi S. Apollinare nuovo; inoltre nella basilica di Parenzo.

Enrico Josi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 1191–1193.

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Josi, Enrico. “Perpetua, felicita e compagni, santi, martiri.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 1191–1193. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/perpetua-felicita-e-compagni-santi-martiri.

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Josi, Enrico. “Perpetua, felicita e compagni, santi, martiri.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1191–1193. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/perpetua-felicita-e-compagni-santi-martiri.

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