PEROTINUS (Magnus). - Maestro di cappella della cattedrale di Parigi, successore di Leoninus, e, con lui, ANTIGUA (v.), la cui attività si svolse tra il 1183 e il 1236.
Egli ampliò il repertorio scritto dal suo predecessore (Magnus Liber Organi), portando il numero delle parti da 2 a 3 e 4 (organa tripla e quadrupla), aggiungendovi molte clausulae, brevi composizioni a 2 parti; conferì pure un movimento ritmico, ben definito, che, secondo gli schemi dello stretto metro modale, si inquadra in un mensuralismo più preciso. È anzi proprio questo il carattere peculiare che distingue l'epoca di P. da quella precedente: alla libertà ritmica derivata a Leoninus dalla scuola di s. Marziale subentra la rigida metrica modale di P., dando luogo anche a sensibili differenze semiografiche, che si concretano in due generi di scrittura: la notazione di duplum (per il periodo leoniniano) e la notazione modale (per quello perotiniano).
Fra le opere di P. l'Anonimo IV (Coussemaker, I, p. 342) ricorda due organa quadrupla: « Viderunt » e « Sederunt » (di quest'ultimo V. la trascrizione moderna di R. Ficker: Vienna 1930), due organa tripla: Alleluia, Posui adjutorium e Alleluia Nativitas gloriose (v. la trascr. in Y. Rokseth, Polyphonies du XIIIe siècle, II, Parigi 1921, pp. 16-23, 31-37); tra i triplices conductus: Salvatoris hodie; tra i duplices: Dum sigillum summi Patris e tra i simplices: Beata viscera e Justitia.
