PERTHI

PERTHI. ARCIDIOCESI di - Panorama dal fiume Swan.
PERTHI. ARCIDIOCESI di - Panorama dal fiume Swan.

Roma 1939), ricorrono talvolta in monumenti funerari cristiani, così nel cubicolo detto «della cappella greca» in Priscilla, dove resta il busto dell'Estate (J. Wilpert, Fratio panis, Parigi 1866, tav. 2); più tardi nel cimitero «inter duas lauros» (Wilpert, Pitture, tav. 100; J. P. Kirsch, Un gruppo di cripte dipinte inedite del cimitero dei SS. Pietro e Marcellino, in Riv. arch. crist., 7 [1930], pp. 231-34, figg. 18-21); nel cosiddetto Marco e Marcello (Wilpert, Pitture, tav. 245, 1). La sola Primavera appare in un cubicolo di Panfilo (E. Josi, Il cimitero di Panfilo, in Riv. arch. christ., 1 [1924], p. 141, fig. 52); in Pretestato si trova: la Primavera sotto l'aspetto di fanciulle intreccianti ghirlande di fiori (Wilpert, Pitture, tav. 32, 1); l'Estate con putti mietitori (id., ibid., tav. 32, 2); l'Autunno con putti vendemmianti (id., ibid., tav. 33); l'Inverno con putti che raccolgono le olive (id., ibid., tav. 34); putti personificanti le stagioni si trovano pure in Domitilla nel cubicolo detto dei fornai (R. Carrucci, Storia dell'arte cristiana, Prato 1876-81, tav. 21, 2) e Ponziano (J. Wilpert, Die Katakombengemilde und ihre alte Kopien, Friburgo in Br. 1891, p. 69, tav. 28).

Nella pittura cimiteriale, ma a solo senso decorativo, si ha anche la p. di Oceano nel cimitero di Callisto (Wilpert, Pitture, pp. 30-31 e tav. 134, 1); mentre il fiume Tigris rappresentato (barbato, nudo, giacente) presso Tobia che vi prende il pesce in un affresco del cimitero ritenuto di Trasone (id., ibid., p. 31 e tav. 212). Il sole sotto forma di testa umana da cui partono raggi verso Giona si ha in una pittura del cimitero di Domitilla (id., ibid., tav. 56). P. del mare e delle terre, come nel sarcofago di Annios Cato, già in Callisto ora nel Museo Cristiano Lateranese (Wilpert, Sarcofagi, pp. 183-328, tav. 193, 1), o del mare nel passaggio del Mar Rosso (id., ibid., p. 183, tav. 211, 2); del caelus (id., ibid., p. 176), della tempesta o del vento (id., ibid., pp. 15, 162, 184, 202); del fiume Giordano, in un sarcofago Vaticano, in uno del Louvre e nel La-teranense 119 (id., ibid., pp. 182, 268 e fig. 106), che si troverà in seguito nei musei dei due battisteri ravenati e ancora nell'«Hortus deliciarum» (Wilpert, Mosianken, p. 779, fig. 349). Più tardi ancora nel Salterio greco del sec. IX della Biblioteca nazionale di Parigi si trovano le p. della Melodia che ascolta, della Montagna di Betlemme, della ninfa Eco, della Notte, dell'Aurora, della Forza, della Potenza, dell'Umiltà, del Pentimento, della Montagna, del Deserto, della Notte, dell'Abbisso, ecc. (L. Bréhier, L'art byzantin, Parigi 1924, tav. 22-25).

Nel sec. XI altre p. si trovano nel Salterio greco Vaticano 381; tra queste si ricordano David tra la Sapienza e la Profezia (P. Franchi de Cavalieri, Miniature del Cod. Vat. Reg. gr. 1 e del Salterio del Cod. Vat. gr. 381, Milano 1905, tav. 7).

Il Signore con la sua potenza, appare in genere, sem-

plicemente rappresentato con la mano divina sporgente tra le nubi che arresta il braccio ad Abramo pronto ad immolare Isacco o consegna la Legge a Mosè, o corona i Martiri di Cristo, o in busto in alto tra le nubi, come nei musei di S. Maria Maggiore (ad es., nel sacrificio di Melchisedec, o quando parla a Mosè [Wilpert, Mosianken, tav. 8 e 19, 1]).

P. del Sol Salutis sotto il noto aspetto di Elios su biga o quadriga si ha in Domitilla, «inter duas lauros» (Wilpert, Pitture, tav. 160, 1) e, in musei, nella volta d'un mausoleo cristiano in Vaticano (B. M. Apollonighetti, A. Ferrara, E. Josi, E. Kirschbaum, Esplorazioni sotto la Confessione di S. Pietro in Vaticano, I, Città del Vaticano 1951, p. 123, tav. D). Nei sarcofagi cristiani continuano talvolta le note p. del Sole radiato, della Luna crescente, come nel Sarcofago di Manosque (Wilpert, Sarcofagi, p. 328, tav. 192, 6). La p. della Chiesa Romana era nel museo absidale della Basilica Vaticana, restaurato da Innocenzo III (Wilpert, Mosianken, p. 362, fig. 114); nell'Exultet di Montecassino (cod. Barb. lat. 592, sec. XI) essa è rappresentata orante con la scritta Mater Ecclesia (Enc. Catt., III, coll. 1517-18). Di carattere assolutamente cristiano sono le due figure femminili personificanti la Carità e la Pace (Agape e Irene), in affreschi del cimitero «inter duas lauros» (Wilpert, Pitture, pp. 31, 433, 339, tav. 133, 2; 157, 184). P. di Roma, di Costantinopoli, di Alessandria e di Treviri erano riprodotte nel codice contenente il Cronografo del 354, note attraversate i disegni del Peirrese pubbl. da J. Strzygowski (Die Kalenderbilder des Chronographen vom 7. 354, Berlino 1888, tavv. 4-7); una cappella trovata in Croazia rappresenta nel centro Roma, avente a destra Costantinopoli e Cartagine e a sinistra Nicomedia e Siscia (CIL, 111, 3969); la p. di Roma si ha pure in un affresco d'un edificio rinvenuto presso il Laterano nel 1655 (Wilpert, Mosianken, p. 127, 339, e tav. 1); essa è regina, come l'aveva chiamata Prudenzio (Contra Symmachum, I, 464: PL 60, 157).