PHOEBE (Φώβῳ «raggiante»). - Donna raccomandata da s. Paolo ai Romani (Rom. 16, 1-2) per tre titoli: 1) come «sorella nostra», ossia come cristiana, convertita dal paganesimo; questo sembra risultare dal suo nome di divinità pagana; 2) come «diaconessa [v.] διάκονος» Cencre (v.)»; 3) come «patrona (προστάτης) di molti ed anche di me stesso».
È questo l'unico passo del Nuovo Testamento in cui il termine διάκονος, usato al femminile, sembra indicare un ufficio ecclesiastico. La Volgata lo rende genericamente «quae est in ministerio»; meglio l'Ambrosiatro: «ministra». Doveva essere un'agiata signora anziana, forse vedova che attendeva con molto impegno all'ufficio affidato dalla Chiesa. Dalle subscriptions di molti codici greci, latini, siri e copti risulta che P. fu latrice della Epistola ai Romani (v.). Il Martirologio romano la commemora il 3 sett. Pietro De Ambroggi