PIETRO, ARCIVESCOVO DI TARANTASIA, SANTO

PIETRO, Arcivescovo di TARANTASIA, santo. - Fu uno dei santi del sec. XII più illustri per i suoi miracoli e il suo influsso sociale, n. nel 1102 a St-Maurice-de-l'Exil in diocesi di Vienne (oggi Grenoble), m. nel monastero di Bellevaux (Bellavallis) il 6 maggio 1174.

Educato piamente da genitori di condizione modesta, a 20 anni entrò nel monastero cistercense di Bonnevaux (Bonavallis) presso Vienne. Nel 1132 fu inviato come abate per fondare a Tamié (Stamedium) in Tarantasia (Savoia) un monastero destinato ad ospitare i viaggiatori. Vi si fece ammirare per l'austerità e l'eroica carità. Eletto arcivescovo di Tarantasia nel 1141, dopo la deposizione dell'indegno Isdrael, accettò per ubbidire al Capitolo generale di Cîteaux e a S. Bernardo. Riorganizzò la diocesi, in cui visitò le parrocchie, eresse ospizi, regolò la beneficenza verso i poveri e gli ammalati. Per sottrarsi alla venerazione procuratagli dai miracoli, si nascose nel monastero di Lucella presso Basilea; ma fu ritrovato e

PIETRO DI TARANTASIA - PIETRO DA VERONA

1450

e legato d'Avignone e del contado Venassino. Le sue lettere e le sue memorie, dirette specialmente alla corte di Francia e all'Università di Parigi, rivelano la parte da lui sostenuta per circoscrivere lo scisma d'Occidente.

BIBL.: N. Valois, La France et le grand Schisme, II, p. 511; V. p. 605, Parigi 1806-1902; P. Pansier, La livrée de Thury à Avignon aux XIVe et XVe siècles, in Annales d'Avignon, 3 (1914-1915), pp. 125-44; F. Baluze-G. Mollat, Vitae paparum Avenio-ensium, notae ad vitas, II, Parigi 1928, pp. 862-66; G. H. Albanès-U. Chevalier, in Gallia Christiana novissima, 7 (1920), pp. 478-82; Eubel, pp. 27, 338.