PIETRO COMMESTORE

PIETRO COMMESTORE. - Teologo, così chiamato forse dall'ardore con cui leggeva i libri, n. probabilmente a Troyes (Champagne) nella prima metà del sec. XII, m. a Parigi nel 1179. Decano del Capitolo di Troyes dal 1147, nel 1164 divenne cancelleri di Parigi e fino al 1169 insegnò teologia; negli ultimi anni si fece canonico regolare a S. Vittore, dove fu sepolto con il noto epitaffio da lui composto: «Petrus eram quem petra tegit dictusque Comestor - nunc comedor. Vivus docui, nec cesso docere».

È celebre la sua Historia scholastica (PL 198, 1053-1722) scritta tra il 1169 e il 1173: primo saggio di una storia sacra, che va dal Paradiso terrestre alla prigione di s. Paolo a Roma, compilata in base a testi della Scrittura e dei Padri con riferimenti sincronistici alla storia profana dei più grandi popoli (Persiani, Greci, Romani); malgrado le sue lacune e i suoi difetti, fu per quel tempo un'opera originale, universalmente accolta come testo classico e P., noto anche come Magister historiarum, fu ricordato da Dante (Paradiso, XII, 134) vicino a Ugo di S. Vittore e Pietro Ispanò. Notevoli le Sententiae de Sacramentis (ed. da R. Martin, in Spicilegium Sacrum Lovaniense, fasc. XVII, Lovanio 1937, in appendice, con preziosi prolegoemi) scritte tra il 1165 e il 1170, in cui la materia è svolta sulla traccia di Pietro Lombardo ma con evidenti progressi (documentazione più ampia, terminologia più elaborata, soprattutto quanto all'Eucaristia), sebbene non tratti dell'Ordine e del Matrimonio. È autore anche di molti Sermones, di cui alcuni (editi tra quelli di Ildeberto di Lovardin: PL 171, 339-364) risentono del tono cattedraico del teologo, altri invece (inediti), composti nella quiete di S. Vittore, più semplici e più aderenti alle esigenze dell'uditorio. I suoi commenti