PIETRO D'ALCANTARA, SANTO

PIETRO d'ALCANTARA, santo. - Francescano, promotore di una riforma nell'Ordine.

I. VITA

N. ad Alcantara (Estremadura) nel 1499, m. ad Arenas (diocesi di Avila) il 19 ott. 1562. Studiò all'Università di Salamanca (1513-15), indi entrò tra i Francescani a Los Majaretes. Poco dopo il 1519, ancor prima di essere ordinato sacerdote, fu inviato come superiore a fondare il convento di Badajoz. Ricevuta l'Ordinazione (1524), passò superiore a Robredillo, indica Placencia, e nuovamente a Badajoz, finché nel 1532 ottenne di raccogliersi a vita più ritirata nel convento di S. Onofrio de La Lapa. Nel 1538 fu eletto provinciale della provincia scalza di S. Gabriele.

II. GLI INIZI DELLA RIFORMA ALCANTARINA

Già durante questa carica aveva redatto per i suoi religiosi Statuti molto severi, approvati nel Capitolo di Plasencia nel 1540. Ma l'inizio della sua riforma lo si ebbe nel 1544, quando, con il consenso di Giulio III, si ritirò nella piccola chiesa di S. Croce di Cobollas, presso Coira, ponendosi sotto l'obbedienza dei Conventuali, per le difficoltà incontrate presso gli Osservanti che vedevano nel suo tentativo il pericolo di una nuova divisione interna dell'Ordine. Nel 1555 costruì il celebre convento de Pedroso, seguito da altri. Nel 1556 il Commissario generale dei Conventuali eleggeva P. d'A. a Commissario generale dei conventi dei Riformati di Spagna. Da questo momento la custodia prosperò largamente, ottenendo l'approvazione di Paolo IV con il breve Cum a nobis (8 maggio 1559), che ne permetteva la diffusione anche all'estero. La custodia fu eretta a provincia nel 1561. L'Osservanza fece di tutto perché la nuova Provincia ritornasse sotto la sua obbedienza e finalmente gli alcantarini dovettero cedere, e il passaggio all'Osservanza fu sancito da Pio IV con la bolla In suprema (25 genn. 1562), eseguita solo l'anno seguente. Ma nel frattempo s. P. d'A. moriva. Fu beatificato da Gregorio XV il 18 apr. 1622 e canonizzato da Clemente IX il 28 apr. 1669; Clemente X nel 1670 ne estendeva il culto a tutta la Chiesa. Patrono della diocesi di Coira in Spagna e del Brasile.

III. LO SPIRITO DI S. P. D'A. - Domina la vita di s. P. d'A. un forte spirito di penitenza e mortificazione, da cui procedette anche l'amore intensissimo alla povertà imposta alla sua riforma in maniera strettissima, così da rinnovare gli esempi delle « origini francescane ». Attraverso tanto austera ascesi il Santo pervenne ad un altissimo

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PIETRO D'ABANO - Frontespizio dell'Expositio problematum Aristotelis, Padova 1482 - Roma, esemplare della Biblioteca nazionale.
grado di orazione e contemplazione, favorito anche di doni mistici e del potere di operare miracoli. La sua santità si irradiò non solo mediante il suo apostolato e la sua riforma, ma anche con le relazioni con santi personaggi dell'epoca, quali s. Francesco Borgia e soprattutto con s. Teresa d'Avila, che parla di lui più volte nei suoi scritti e che l'ebbe per direttore di coscienza e lo trovò sostegno ed aiuto nella riforma del Carmelo.

IV. GLI SCRITTI

Degli scritti di s. P. d'A. non resta molto: gli Statuti della Provincia di S. Giuseppe, le lettere indirizzate a s. Teresa e a s. Francesco Borgia, e soprattutto il famoso opuscolo Traitolo de la oración y meditación sulla cui autenticità tanto si è discusso, senza ancora giungere a una soluzione definitiva e accettata da tutti. La controversia verte sul fatto della grande somiglianza, spesso anche verbale, fra il trattato attribuito al nostro e un trattato simile del celebre domenicano fra Luigi da Granata, molto più sviluppo. Comunque sembra non doversi dubitare dell'autenticità alabatarina dell'opuscolo così come ci è pervenuto. Esso presenta due parti: nella prima viene esposto ed analizzato un metodo di meditazione con due serie di meditazioni svolte sui novissimi e sulla Passione di N. S.; nella seconda si parla più in generale della vita devota. L'opuscolo presenta abbastanza chiari i caratteri della spiritualità francescana, nell'affectività, nella concretezza plastica dei quadri e nella praticità dell'insegnamento. L'opuscolo ebbe larga fortuna, con numerosissime edizioni e versioni in tutte le lingue (in italiano recentissima [ed. di P. Valugani, Quaderni francescani di spiritualità, 3, Roma 1952).
BIBL.: Sbaralea, II, p. 320; A. de s. Bernardo, Vida del glorioso s. Pedro de A., Napoli 1710; Arto SS. Octobris, III, Parigi 1866, pp. 623-809; Leone de Claria, Aurcola serifica, IV, Quaracchi 1809, pp. 45-86; René de Nantes, St Pierre d'A. et Ste Thévier, in Etud. Francie, 19 (1902), pp. 162-68, 384-94; L. Perez, La provincia de S. You' fundada por s. Pedro de A., in Arch. Ibero-Amer., 17 (1922), pp. 145-73; L. Waalding, Annales, voll. XX, XVIII, XIX, Quaracchi 1933, passim; Martyr. Romanum, p. 461 sg. Riguardo alla controversia sul Tratado: G. Cuervo,

Biografia de Fr. Luis de Granada, Madrid 1896; C. d'Atençon, Louis de Granada et Pierre d'A., in Etud. Francie, 35 (1923), pp. 198-231; P. Michel Ange, Le Traité de St Pierre d'A., ibid., 36 (1924), pp. 63-83, 141-66; id., Editions connues du Traité de l'oraison de St Pierre d'A., in Orient, 14 (1930); 16 (1936) in 7 puntate; id., Les sources d'une vie de St Pierre d'A., in Etud. Francie, 49 (1937), pp. 92-105, 189-212. Alberto Ghinato

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“PIETRO D'ALCANTARA, SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 842. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/pietro-d-alcantara-santo.